Header Image - Gluten Light

Tag Archives

2 Articles

Organic products: wheat

by luciano

The organic products market is constantly growing and with the problems related to covid 19, it recorded a strong increase in the current year. Il sole 24ore of 1 October 2020 (https://www.ilsole24ore.com/art/emergenza-covid-consumi-cibo-biologico-quota-33-miliardi-e-record-ADXFNts) reports some significant data taken from the “report “Bio in figures 2020″ presented by Ismea at the meeting organized by Coldiretti on the occasion of the formalization of the annual report of the SINAB (National Information System on organic farming) ”
Italy – as of 2019 – boasts the largest number of farms engaged in organic farming. At the same time, Italy recorded a significant increase in organic imports in 2019.
The strong demand of the market, in fact, has induced several operators to import these products often from countries with quality standards and, above all, safety standards that are significantly lower than ours.
In organic wheat, which has a strategic importance due to the massive presence of wheat-based products in our diet, it should be emphasized that not only the absence of chemicals (pesticides *) is important but also the absence (or a strong limitation) of chemical fertilizers**. https://glutenlight.eu/en/2019/03/14/fertilizers-and-wheat/
In fact, nitrogen fertilizers used to increase yield, also have a strong impact on the quantity and strength of gluten. Quantity and strength of gluten which are directly responsible for the digestibility – and consequently also for the tolerability – of the finished products.
Nitrogen fertilizers can alter the relationship between gliadins and glutenins thus also altering the quantitative composition of the immunogenic fractions they contain.
Products made with organic wheat are “strongly” to be preferred in the diet of non-celiac subjects who have problems with gluten / wheat.
www.glutenlight.eu/en/2020/09/25/variety-of-ancient-grain-and-market/

Note
* Pesticides – also known as agrochemicals – are substances used to protect plants from parasites; they include herbicides (to kill weeds), fungicides (to fight disease) and insecticides (to kill insects). Unfortunately, these substances not only free us from unwanted species, but can also cause damage to our health and the environment.

** Chemical fertilizers for agriculture are substances or mixtures of substances that are used to enrich the soil with nutrients useful for the development of plants. To get to produce the fertilizers, water, saline compounds based on nitrogen, phosphorus and potassium are used for the most part.

Ancient and modern grains, gluten intolerance and pesticides: Enzo Spisni answers readers’ questions

by luciano

Grani antichi e moderni, intolleranza al glutine e pesticidi: Enzo Spisni risponde alle domande dei lettori
(DA: Redazione Il Fatto Alimentare 11 Agosto 2017)

La questione dei grani antichi e della sensibilità al glutine fa molto discutere. Non sorprende quindi, che l’articolo “Pasta con grano antico o moderno: il problema dell’intolleranza al glutine è lo stesso? Spisni risponde a Bressanini” abbia scatenato un acceso dibattito. Ecco le risposte di Enzo Spisni, docente di Fisiologia della Nutrizione all’Università di Bologna, ai tanti commenti dei lettori del Fatto Alimentare.
Prima l’incipit. Ho sottolineato che tutti possono fare divulgazione scientifica, ma solo tre figure hanno le competenze e possono (per la legge italiana) modificare il modo di alimentarsi e la dieta delle persone. In un paese in cui troppi parlano di diete senza avere competenze e in cui famosi farmacisti vanno in televisione a suggerire diete e dichiarano di avere migliaia di “pazienti”, mi sembra quantomeno un appunto doveroso.
Veniamo alle definizioni. Si definiscono antichi o tradizionali le cultivar presenti prima della cosiddetta “Rivoluzione Verde”. Le differenze sostanziali tra i grani pre-rivoluzione e quelli post-rivoluzione possiamo riassumerle in quattro punti:
1. La forza del glutine. Si parte da grani che hanno un valore W di forza del glutine di 10-50 e si arriva ai moderni che hanno una forza intorno ai 300-400. È evidente che la struttura del glutine cambia per venire incontro alle necessità dell’industrializzazione degli alimenti.
2. La taglia. I grani pre-rivoluzione sono a taglia alta (diciamo oltre il metro e trenta), mentre i post sono a taglia bassa (molto al di sotto del metro).
3. La produttività per ettaro, che aumenta molto nei moderni a fronte però dell’aumento dell’input di azoto attraverso la concimazione. Lascio il discorso su quanto azoto per ettaro agli agronomi, ma chi in campo è passato dal coltivare moderni in convenzionale a grani antichi in biologico si è reso ben conto del risparmio in denaro generato dalla minore concimazione e dal minore uso di chimica.
4. La minore variabilità genetica, nel senso che le cultivar antiche erano un insieme di genotipi con una biodiversità complessivamente elevata, mentre post-rivoluzione si è andati verso la selezione di grani “in purezza”, fatta di piante tutte geneticamente identiche, con una perdità netta di biodiversità non trascurabile. In altre parole è cambiato il concetto di adttamento: mentre una variabilità genetica ampia è in grado di adattarsi ai mutamenti ambientali, una variabilità genetica ridotta richiede un maggior intervento dell’uomo nel tentativo di meglio adattare il campo al tipo di grano coltivato. E l’intervento dell’uomo molto spesso si traduce in utilizzo di prodotti chimici.