{"id":12425,"date":"2025-06-12T10:44:57","date_gmt":"2025-06-12T08:44:57","guid":{"rendered":"https:\/\/glutenlight.eu\/?p=12425"},"modified":"2026-02-24T04:34:38","modified_gmt":"2026-02-24T03:34:38","slug":"cibo-non-digerito-e-infiammazione-intestinale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/glutenlight.eu\/?p=12425","title":{"rendered":"Cibo non digerito e infiammazione intestinale I parte (aggiornamento 24-02-2026)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Note riassuntive punti salienti delle ricerche sull&#8217;argomento trattato<\/strong><\/p>\n<h2 class=\"western\"><span style=\"font-size: large;\">Premessa \u2013 Il percorso del cibo (cenni)<\/span><\/h2>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Il cibo ingerito inizia il suo percorso nella <strong>bocca<\/strong>, dove comincia la digestione degli amidi grazie all\u2019azione dell\u2019amilasi salivare. Prosegue nello <strong>stomaco<\/strong>, dove le proteine vengono scomposte in peptidi pi\u00f9 piccoli per effetto dell\u2019acido cloridrico e della pepsina. Successivamente passa nell\u2019<strong>intestino tenue<\/strong>, dove enzimi digestivi pancreatici e intestinali completano la digestione di amidi, proteine e grassi. L\u2019assorbimento dei nutrienti avviene principalmente nell\u2019intestino tenue attraverso i <strong>villi intestinali<\/strong>, estroflessioni della mucosa che aumentano enormemente la superficie assorbente. I nutrienti che attraversano i villi entrano nel circolo sanguigno. Solo le molecole completamente digerite possono attraversare in modo corretto la barriera intestinale.<\/p>\n<p class=\"western\">Il materiale non digerito passa nel <strong>colon<\/strong>, la cui funzione principale \u00e8:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\">riassorbire acqua ed elettroliti<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">fermentare i residui alimentari tramite il microbiota<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">formare le feci per l\u2019eliminazione<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">In condizioni fisiologiche, il contenuto non digerito viene eliminato senza attraversare la barriera intestinale.<\/p>\n<h1 class=\"western\"><span style=\"font-size: large;\">8.1 La barriera fisica intestinale<\/span><\/h1>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Dal lume intestinale all\u2019ambiente interno dell\u2019organismo, la barriera fisica \u00e8 costituita da:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">uno strato (intestino tenue) o due strati (intestino crasso) di muco<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">un singolo strato di cellule epiteliali<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">l\u2019endotelio vascolare<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Le cellule epiteliali rappresentano la vera barriera selettiva contro molecole prive di sistemi di trasporto specifici e contro cellule microbiche presenti nel lume.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Le cellule epiteliali sono strettamente connesse tramite proteine di membrana:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><strong>Occludina e claudine<\/strong> \u2192 giunzioni strette (tight junctions, TJ)<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><strong>Desmosomi e giunzioni aderenti (AJ)<\/strong> \u2192 stabilit\u00e0 strutturale<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">La barriera intestinale \u00e8 una struttura <strong>dinamica<\/strong>, non statica. Le giunzioni strette possono aprirsi o chiudersi in risposta a stimoli interni o esterni.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Un regolatore fondamentale dell\u2019integrit\u00e0 della barriera \u00e8 la <strong>zonulina<\/strong>. In presenza di un aumento dei microbi nell\u2019intestino tenue, l\u2019attivazione della zonulina determina l\u2019apertura transitoria delle giunzioni strette, consentendo il passaggio di acqua per facilitare la rimozione dei microbi e supportare le reazioni idrolitiche della digestione.<\/p>\n<h3 class=\"western\">Nota<\/h3>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><span style=\"color: #000000;\"><sup><span lang=\"it-IT\">[<\/span><\/sup><\/span><span style=\"color: #000000;\"><sup><span lang=\"it-IT\">1<\/span><\/sup><\/span><span style=\"color: #000000;\"><sup><span lang=\"it-IT\">]-<\/span><\/sup><\/span><span style=\"color: #000000;\"><sup><span lang=\"it-IT\">L&#8217;endotelio vascolare \u00e8 uno strato di cellule endoteliali che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni, dei vasi linfatici e del cuore. Svolge un ruolo cruciale nella regolazione del flusso sanguigno, nella prevenzione della formazione di coaguli e nella comunicazione tra i vasi e i tessuti circostanti.<\/span><\/sup><\/span><b> <\/b><\/i><\/span><\/span><\/p>\n<h1 class=\"western\"><span style=\"font-size: large;\">8.3 Perch\u00e9 la barriera intestinale \u00e8 necessaria<\/span><\/h1>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">La barriera intestinale deve essere impermeabile soprattutto alle molecole alimentari non completamente digerite. La disseminazione microbica deve essere evitata, ma la funzione primaria della barriera \u00e8 impedire il passaggio di molecole alimentari non adeguatamente degradate.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">La rottura della barriera consente la fuoriuscita di:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">microbi e loro componenti<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">molecole alimentari non digerite<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">cellule e mediatori immunitari<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Tutti questi elementi possono innescare una risposta infiammatoria sistemica.<br \/>\nLa compromissione della barriera deve quindi essere evitata.<\/p>\n<h1 class=\"western\"><span style=\"font-size: large;\">9. Impatto delle abitudini alimentari sull\u2019integrit\u00e0 della barriera intestinale<\/span><\/h1>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Oggi \u00e8 sempre pi\u00f9 chiaro che la barriera intestinale deve rimanere integra per evitare malattie autoimmuni [35]. \u00c8 quindi importante evitare o limitare alimenti e farmaci che possono compromettere l\u2019integrit\u00e0 della barriera intestinale, incluse situazioni di stress persistente, e preferire fattori alimentari che possano rafforzarne l\u2019integrit\u00e0 [28].<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Come mostrato nella Figura 7, i seguenti elementi riducono l\u2019integrit\u00e0 delle giunzioni strette (tight junctions) e aumentano la permeabilit\u00e0 della barriera intestinale: diete occidentali, acidi grassi saturi, glutine, sale, alcol e additivi chimici presenti negli alimenti trasformati. I \u201cfattori che alterano la barriera intestinale\u201d agiscono direttamente oppure attraverso la modulazione della composizione del microbiota intestinale. Anche i farmaci antinfiammatori non steroidei e lo stress possono danneggiare il tratto gastrointestinale. Lo stress provoca un deterioramento della barriera tramite l\u2019attivazione dell\u2019asse del fattore di rilascio della corticotropina (CRF) e dei mastociti.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Al contrario, i seguenti fattori esercitano un effetto protettivo sulla barriera: restrizione calorica o digiuno, prebiotici, probiotici, butirrato (SCFA, acidi grassi a catena corta), vitamine D e A, flavonoidi, PUFA omega-3, zinco, mucoprotettori (gelatina tannato e probiotici tindalizzati).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-12432\" src=\"https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-7.png\" alt=\"\" width=\"984\" height=\"666\" srcset=\"https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-7.png 984w, https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-7-300x203.png 300w, https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-7-768x520.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 984px) 100vw, 984px\" \/><\/p>\n<p><strong>10. Fattori che aumentano la permeabilit\u00e0 della barriera intestinale<\/strong><\/p>\n<h2 class=\"western\"><span style=\"font-size: large;\">10.1 Glutine<\/span><\/h2>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Oggigiorno \u00e8 noto che il glutine pu\u00f2 esercitare un\u2019azione diretta sulla barriera mucosale intestinale [36]. In particolare, la frazione gliadina \u00e8 in grado di attivare la proteina <strong>zonulina<\/strong> [30], un modulatore fisiologico delle giunzioni strette (tight junctions). L\u2019attivazione della zonulina pu\u00f2 determinare un allentamento delle giunzioni intercellulari e un aumento della permeabilit\u00e0 intestinale.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">\u00c8 ormai accettato che la risposta anticorpale osservata da Reichelt e Jensen [34] fosse correlata al passaggio di frammenti di gliadina attraverso la barriera intestinale, intatti o solo parzialmente digeriti. <span style=\"color: #990000;\"><b>L\u2019aumentata permeabilit\u00e0 indotta dal glutine risulta particolarmente documentata nel contesto della <\/b><\/span><strong><span style=\"color: #990000;\"><b>celiachia<\/b><\/span><\/strong><span style=\"color: #990000;\"><b> e, in misura variabile, in alcuni sottogruppi di soggetti con sensibilit\u00e0 al glutine non celiaca (NCGS) [36].<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Il glutine \u00e8 una rete proteica che si forma in presenza di acqua a partire da gliadina e glutenina, proteine presenti in grano, segale e orzo. \u00c8 quindi contenuto in alimenti quali pane, pasta, pizza, prodotti da forno e birra, ed \u00e8 frequentemente aggiunto anche a prodotti trasformati [37]. Il glutine presenta una certa resistenza alla digestione enzimatica; frammenti parzialmente digeriti possono persistere nel lume intestinale. Secondo alcune ipotesi, tali frammenti potrebbero essere riconosciuti dal sistema immunitario come molecole microbiche (mimetismo molecolare), in alcuni casi con somiglianza strutturale a proteine virali, come quelle dell\u2019adenovirus [38]. Questo meccanismo \u00e8 stato proposto come possibile stimolo per il rilascio di zonulina e la modulazione delle giunzioni strette.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Alcuni autori hanno inoltre ipotizzato che, in presenza di aumentata permeabilit\u00e0 intestinale e attivazione immunitaria sistemica, possano verificarsi alterazioni anche della barriera emato-encefalica (BBB), anch\u2019essa costituita da giunzioni strette. I frammenti di glutine o gli anticorpi anti-gliadina potrebbero teoricamente contribuire a fenomeni di reattivit\u00e0 crociata con proteine cerebrali. Sono stati descritti anticorpi anti-gliadina in associazione con alcune condizioni neurologiche, suggerendo un possibile coinvolgimento dell\u2019asse intestino-cervello [39,40].<\/p>\n<h3 class=\"western\">\u26a0 Nota critica metodologica<\/h3>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Pur non esistendo prove cliniche definitive che dimostrino che il glutine causi direttamente un aumento della permeabilit\u00e0 intestinale nei soggetti sani o induca danni strutturali alla barriera emato-encefalica con conseguente neurodegenerazione, la letteratura scientifica include numerosi studi sperimentali, osservazionali e revisioni che hanno esplorato ed evidenziato tali meccanismi. Le evidenze risultano <strong>pi\u00f9 solide nel contesto della celiachia e<\/strong> nei soggetti con sensibilit\u00e0 al glutine non celiaca (sottogruppi non tutti).\u00a0\u00c8 tuttavia necessario precisare che per \u201csoggetto sano\u201d non si intende semplicemente un individuo privo di malattie clinicamente manifeste, ma una persona senza patologie in atto e senza uno stato di infiammazione cronica di basso grado.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Inoltre, in letteratura sono stati evidenziati <strong>limiti metodologici nella misurazione della zonulina<\/strong> mediante alcuni kit ELISA commerciali; pertanto, il termine \u201czonulina\u201d deve essere interpretato con cautela come biomarcatore diretto di permeabilit\u00e0 intestinale.<\/p>\n<h2 class=\"western\"><span style=\"font-size: large;\">Sintesi concettuale<\/span><\/h2>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\">Il glutine (in particolare la gliadina) pu\u00f2 attivare la zonulina.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">L\u2019attivazione della zonulina pu\u00f2 modulare le giunzioni strette e aumentare la permeabilit\u00e0 intestinale.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">Frammenti parzialmente digeriti possono stimolare il sistema immunitario.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">\u00c8 stata ipotizzata una possibile reattivit\u00e0 crociata con proteine cerebrali.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">L\u2019associazione tra glutine, permeabilit\u00e0 intestinale, BBB e neurodegenerazione \u00e8 oggetto di studio, ma non supportata da prove cliniche definitive nei soggetti sani.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<h3 class=\"western\"><strong>Articoli scientifici e review<\/strong><\/h3>\n<ol>\n<li>\n<p class=\"western\"><strong>Philip A. (2022)<\/strong> \u2013 <em>Gluten, Inflammation, and Neurodegeneration<\/em><br \/>\n\u2013 Questo lavoro di revisione discute una possibile relazione tra l\u2019assunzione di glutine, infiammazione cronica, disbiosi intestinale e condizioni neurologiche correlate, e valuta evidenze osservazionali e meccanismi proposti.<br \/>\n\u2022 DOI: <strong>10.1177\/15598276211049345<\/strong> (Online Abstract) (<a href=\"https:\/\/journals.sagepub.com\/doi\/abs\/10.1177\/15598276211049345?utm_source=chatgpt.com\">SAGE Journals<\/a>)<br \/>\n\u2022 PMCID: <strong>PMC8848113<\/strong>, PMID: <strong>35185424<\/strong> (versione PubMed Central) (<a href=\"https:\/\/pmc.ncbi.nlm.nih.gov\/articles\/PMC8848113\/?utm_source=chatgpt.com\">PMC<\/a>)<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\"><strong>Mohan et al. (2020)<\/strong> \u2013 <em>Dietary Gluten and Neurodegeneration: A Case for\u2026<\/em><br \/>\n\u2013 Suggerisce che infiammazione intestinale indotta dal glutine e disbiosi possono compromettere la biologia intestino-cervello e avere potenziali implicazioni per neuroinfiammazione e neurodegenerazione, pur non affermando causalit\u00e0 clinica definitiva.<br \/>\n\u2022 MDPI International Journal of Molecular Sciences (2020), citato da 27 lavori (<a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/1422-0067\/21\/15\/5407?utm_source=chatgpt.com\">MDPI<\/a>)<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\"><strong>Obrenovich M.E.M. et al. (2018)<\/strong> \u2013 <em>Leaky Gut, Leaky Brain?<\/em><br \/>\n\u2013 Mini-review che esplora il concetto ipotetico di \u201cleaky gut\u201d e \u201cleaky brain\u201d, il ruolo del microbiota e di condizioni infiammatorie croniche (come la celiachia) nella compromissione della barriere intestinali e del BBB.<br \/>\n\u2013 PubMed Central (PMC) review (<a href=\"https:\/\/pmc.ncbi.nlm.nih.gov\/articles\/PMC6313445\/?utm_source=chatgpt.com\">PMC<\/a>)<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\"><strong>Daulatzai et al. (anno non specificato)<\/strong> \u2013 <em>Non-celiac gluten sensitivity triggers gut dysbiosis, neuroinflammation, gut-brain axis dysfunction, and vulnerability for dementia<\/em><br \/>\n\u2013 Uno studio focalizzato sui potenziali effetti della sensibilit\u00e0 al glutine (NCGS) su disbiosi intestinale, neuroinfiammazione e vulnerabilit\u00e0 verso disfunzioni neurologiche. Anche qui si tratta di un modello proposto, non di un\u2019evidenza clinica conclamata. (<a href=\"https:\/\/www.semanticscholar.org\/paper\/Non-celiac-gluten-sensitivity-triggers-gut-axis-and-Daulatzai\/75768b08fad06b73e7160de008f6004b24c72a22?utm_source=chatgpt.com\">Semantic Scholar<\/a>)<\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<h3 class=\"western\"><strong><span style=\"font-size: medium;\">Concetti biologici chiave supportati dalla letteratura<\/span><\/strong><\/h3>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">\u2714\ufe0f <strong><span style=\"font-size: medium;\">Zonulina e permeabilit\u00e0 intestinale<\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium;\"> \u2013 La zonulina \u00e8 una proteina regolatrice dei \u201ctight junctions\u201d della mucosa intestinale che pu\u00f2 essere attivata dalla gliadina (frazione del glutine) nei soggetti predisposti (soprattutto nella celiachia), con aumento della permeabilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">\u2714\ufe0f <span style=\"font-size: large;\"><strong><span style=\"font-size: medium;\">Asse <\/span><\/strong><em><span style=\"font-size: medium;\">gut-brain<\/span><\/em><span style=\"font-size: medium;\"> \u2013 Numerosi studi (come quello di Obrenovich) citano il microbiota e l\u2019infiammazione cronica come possibili mediatori tra intestino e funzione del BBB, anche se negli esseri umani la dimostrazione diretta resta preliminare. (<a href=\"https:\/\/pmc.ncbi.nlm.nih.gov\/articles\/PMC6313445\/?utm_source=chatgpt.com\">PMC<\/a>)<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-size: large;\"><b>In sintesi:<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Il glutine attiva la zonulina, che allenta le giunzioni strette aumentando la permeabilit\u00e0 intestinale. Frammenti di glutine parzialmente digeriti possono attraversare la barriera e stimolare una risposta immunitaria.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Il glutine:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">\u00e8 resistente alla digestione<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">pu\u00f2 mimare proteine microbiche (mimetismo molecolare)<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">pu\u00f2 indurre reazioni crociate con proteine cerebrali<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">L\u2019apertura della barriera intestinale pu\u00f2 associarsi a un aumento della permeabilit\u00e0 della barriera emato-encefalica.<\/p>\n<blockquote class=\"western\"><p>\u201c<i><b>In letteratura esistono limiti metodologici nella misura della zonulina con alcuni ELISA commerciali; quindi \u2018zonulina\u2019 va interpretata con cautela come biomarcatore di permeabilit\u00e0.\u201d<\/b><\/i><\/p><\/blockquote>\n<h2 class=\"western\"><span style=\"font-size: large;\">10.2 Alcol<\/span><\/h2>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;assunzione cronica di alcol favorisce la proliferazione batterica e la disbiosi intestinale [41]. Altera inoltre l&#8217;integrit\u00e0 della barriera intestinale riducendo i livelli della molecola antimicrobica REG3, favorendo cos\u00ec l&#8217;accesso microbico alla mucosa intestinale [42]. Inoltre, l&#8217;alcol interferisce con il metabolismo degli acidi grassi, delle proteine e dei carboidrati, convertendo il NAD+ in NADH che \u00e8 una molecola pro-infiammatoria.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\">In sintesi l\u2019assunzione cronica di alcol:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\">favorisce disbiosi<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">riduce REG3 (molecola antimicrobica)<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">aumenta l\u2019accesso microbico alla mucosa<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">altera il metabolismo cellulare (aumento NADH)<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">promuove infiammazione sistemica<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<h2 class=\"western\"><span style=\"font-size: large;\">10.3 Additivi degli alimenti trasformati<\/span><\/h2>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Gli alimenti trasformati possono contenere diverse sostanze chimiche aggiunte per migliorarne la stabilit\u00e0 nel tempo e l&#8217;appeal per il consumatore. Gli additivi possono essere conservanti, <\/span><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>aromi artificiali, coloranti, emulsionanti, dolcificanti artificiali e\/o antibiotici. Tutti possono alterare il microbiota intestinale umano [35,43\u201346].<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> Ad esempio, gli emulsionanti alimentari possono ridurre la diversit\u00e0 del microbiota intestinale, possono favorire l&#8217;infiammazione e ridurre lo spessore dello strato di muco. I dolcificanti non nutritivi (stevia, aspartame e saccarina)possono avere un effetto batteriostatico (rallenta o blocca la moltiplicazione batterica \u201cbuona\u201d) sul microbiota intestinale. Anche l&#8217;assunzione di antibiotici, che pu\u00f2 essere presente negli alimenti trasformati, riduce la diversit\u00e0 microbica, ma pu\u00f2 anche causare resistenza agli antibiotici. Un problema importante \u00e8 l&#8217;aggiunta agli alimenti trasformati di componenti provenienti da altri alimenti, come lattosio, zucchero, proteine del siero del latte, glutine, lattosio e caseina. Questi ingredienti aggiunti possono rappresentare un sovraccarico di determinati alimenti e causare intolleranze.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Note<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Microbiota: rappresenta l\u2019insieme di tutti i singoli microrganismi -dai batteri, ai funghi, ai protozoi fino ai virus- che convivono con il nostro organismo senza danneggiarlo.\u00a0<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Microbioma: ci si riferisce al patrimonio genetico del microbiota, cio\u00e8 a tutto il DNA e RNA dei microrganismi. <\/i><\/span><\/p>\n<h2 class=\"western\"><span style=\"font-size: large;\">10.4 Disbiosi e permeabilit\u00e0<\/span><\/h2>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Ci\u00f2 che pu\u00f2 danneggiare l&#8217;integrit\u00e0 della barriera intestinale \u00e8 innanzitutto la disbiosi intestinale spesso associata a una riduzione della biodiversit\u00e0 microbica e a modificazioni funzionali del microbiota (alterazioni nella produzione di SCFA, LPS, acidi biliari). Pu\u00f2 avere un ruolo anche l&#8217;aumento del rapporto Firmicutes\/Bacteroidetes e alla diminuzione della diversit\u00e0 microbica complessiva [19,20]. Firmicutes e Bacteroidetes sono i \u201ctipi\u201d batterici pi\u00f9 rappresentati nell&#8217;intestino. Una disbiosi persistente porta a un aumento del rapporto Th17\/Treg (vedi approfondimento B) e del lipopolisaccaride LPS, innescando l&#8217;infiammazione intestinale. Di conseguenza, le giunzioni strette si allentano e la barriera si apre. Ci\u00f2 che si trova nel lume (intestino) fuoriesce ed entra nel flusso sanguigno: in particolare frammenti di cibo non digerito; microbi, citochine pro-infiammatorie come l&#8217;interleuchina 6; e endotossine come LPS, un&#8217;endotossina che \u00e8 un marcatore della traslocazione di batteri gram-negativi [47,48]. Di conseguenza, si sviluppano endotossiemia sistemica, infiammazione sistemica cronica e malattie infiammatorie croniche. <span style=\"color: #000000;\">Poich\u00e9 la disbiosi intestinale dipende principalmente dalle nostre abitudini alimentari e dal nostro stile di vita, pu\u00f2 contribuire (molto) a causare l&#8217;infiammazione intestinale, l&#8217;apertura della barriera intestinale e le malattie metaboliche e croniche del nostro tempo*. Tra queste \u00e8 possibile associare alla disbiosi intestinale lo sviluppo di malattie neurodegenerative, che hanno una base infiammatoria.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-size: large;\"><b><span style=\"font-size: medium;\">\u00c8 importante sottolineare che la relazione tra disbiosi, permeabilit\u00e0 e malattia \u00e8 <\/span><strong><span style=\"font-size: medium;\">bidirezionale e multifattoriale<\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium;\">: dieta, genetica, farmaci (es. antibiotici, FANS), infezioni, et\u00e0 e condizioni metaboliche possono sia influenzare il microbiota sia esserne influenzate. Pertanto, la direzione causa-effetto (malattia \u2194 dieta \u2194 microbiota \u2194 infiammazione) rimane complessa e non univocamente dimostrata in molte condizioni cliniche.<\/span><\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\">Numerosi studi hanno inoltre esplorato il possibile coinvolgimento dell\u2019asse intestino-cervello nello sviluppo di patologie neurodegenerative a base infiammatoria; tuttavia, anche in questo ambito le evidenze nell\u2019uomo restano prevalentemente associative o derivate da modelli sperimentali.<\/p>\n<p class=\"western\">In sintesi la disbiosi \u00e8 spesso associata a:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\">aumento rapporto Firmicutes\/Bacteroidetes<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">riduzione biodiversit\u00e0<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">aumento Th17\/Treg<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">aumento LPS<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"western\">Conseguenze:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\">infiammazione intestinale<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">allentamento giunzioni strette<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">traslocazione di microbi, LPS, citochine e frammenti alimentari<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">endotossiemia sistemica<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">infiammazione cronica<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<h1><\/h1>\n<p><!--more--><\/p>\n<h1 class=\"western\"><span style=\"font-size: large;\">1. Infiammazione intestinale cronica<\/span><\/h1>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;infiammazione \u00e8 un processo di difesa innato e non specifico [2,3]. Si verifica in risposta alla presenza di materiale estraneo (non-self), o come conseguenza di danni tissutali causati da agenti fisici, chimici o biologici, o da anomalie come l&#8217;incapacit\u00e0 di eliminare le scorie o di digerire i nutrienti. Se la causa dell&#8217;infiammazione persiste, anche l&#8217;infiammazione persiste, solitamente con bassa intensit\u00e0, e viene chiamata infiammazione cronica di basso grado. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large;\"><b>2 &#8211; Il cibo \u00e8 soggetto attivo<\/b><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-12427\" src=\"https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-2.png\" alt=\"\" width=\"997\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-2.png 997w, https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-2-300x193.png 300w, https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-2-768x493.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 997px) 100vw, 997px\" \/><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Fondamentalmente, il cibo pu\u00f2 influenzare il nostro stato di salute in due modi: (1) intervenendo sulla barriera intestinale e quindi contribuendo alla rottura della barriera emato-encefalica e al metabolismo, e\/o (2) condizionando la composizione del nostro microbiota intestinale (Figura 2). <\/span><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">L&#8217;azione delle nostre abitudini alimentari sia sul metabolismo che sul microbiota intestinale pu\u00f2 prevenire o diminuira l&#8217;infiammazione cronica. Come vedremo l&#8217;infiammazione cronica \u00e8 correlata a varie malattie croniche del nostro tempo, comprese quelle neurodegenerative. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>3 &#8211; Gli effetti del cibo sul microbiota intestinale umano<\/b><\/span><\/span><\/sup><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Il microbiota intestinale dipende da noi per il suo sostentamento; infatti, il cibo che scegliamo di mangiare determina la composizione del microbiota intestinale, nutrendo una o l&#8217;altra popolazione microbica e favorendone cos\u00ec la crescita [21\u201324].<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Per spiegare come l&#8217;assunzione di cibo determini la composizione del nostro microbiota intestinale, per semplicit\u00e0 possiamo ridurre le nostre abitudini alimentari a due soli tipi di dieta: (1) <b>la dieta vegetariana <\/b>[VD], che \u00e8 una dieta ipocalorica e ricca di fibre; e (2) la <b>dieta &#8220;occidentale&#8221;<\/b> [WD], che \u00e8 una dieta ipercalorica, prevalentemente carnivora, ricca di acidi grassi saturi e carboidrati raffinati, e spesso associata ad alimenti trasformati industrialmente [25]. La [VD] \u00e8 adatta solo a quelle popolazioni microbiche intestinali in grado di digerire i carboidrati complessi delle fibre, che non possiamo degradare. Le fibre rappresentano il carburante ideale per i batteri appartenenti al tipo Bacteroidetes, come la Prevotella. In cambio, producono molecole utili, come gli SCFA, in particolare il butirrato [26].<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #800000;\"><b>I batteri [VD] sono associati all&#8217;eubiosi intestinale, all&#8217;elevata biodiversit\u00e0, all&#8217;integrit\u00e0 della barriera intestinale e alla salute umana.<\/b><\/span> Il caso della dieta occidentale, povera di fibre, \u00e8 ovviamente diverso. La dieta occidentale \u00e8 preferita dalle popolazioni microbiche che non possiedono i meccanismi per la digestione dei carboidrati complessi presenti nelle fibre. L&#8217;alimentazione dei batteri [WD], pi\u00f9 adatti a raccogliere l&#8217;energia assunta in eccesso con la dieta occidentale, porta alla <span style=\"color: #800000;\"><b>produzione di acidi biliari, tossici per molti batteri [VD].<\/b><\/span> Pertanto, la relazione reciproca tra le diverse popolazioni microbiche viene persa. Il risultato \u00e8 una significativa diminuzione della biodiversit\u00e0 del microbiota e <span style=\"color: #800000;\"><b>uno stato disbiotico che se persiste nel tempo \u00e8 la premessa per l&#8217;infiammazione intestinale.<\/b><\/span> Per evitare la disbiosi e l&#8217;infiammazione intestinale, \u00e8 opportuno preferire una dieta prevalentemente vegetariana. \u00c8 opportuno sottolineare a questo punto che in condizioni di salute il cibo interagisce con il microbiota intestinale anche se non \u00e8 completamente digerito, mentre i suoi effetti sul metabolismo si verificano solo attraverso le molecole completamente digerite, dopo l\u2019assorbimento e quindi al di fuori dell\u2019intestino.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-size: large;\"><b>In sintesi:<\/b><\/span><\/p>\n<h3 class=\"western\">Dieta vegetariana (VD)<\/h3>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\">ricca di fibre<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">favorisce Bacteroidetes (es. Prevotella)<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">produce SCFA (butirrato)<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">favorisce eubiosi<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<h3 class=\"western\">Dieta occidentale (WD)<\/h3>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\">ricca di grassi saturi e zuccheri raffinati<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">povera di fibre<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">riduce biodiversit\u00e0<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">favorisce disbiosi<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"western\">Una disbiosi persistente \u00e8 premessa per l\u2019infiammazione intestinale.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large;\"><b>4. Il microbiota intestinale<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;intestino umano \u00e8 colonizzato da un numero enorme di microbi diversi: batteri, virus e funghi che costituiscono nel loro insieme il microbiota intestinale.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Ognuno di noi ha il proprio microbiota, diverso da tutti gli altri come un&#8217;impronta digitale [15\u201317], una diversit\u00e0 che deriva da fattori quali il genotipo dell&#8217;ospite, il sesso, il parto vaginale o cesareo, l&#8217;et\u00e0, le condizioni ambientali non alimentari, gli stress, i farmaci, le malattie e soprattutto le abitudini alimentari. Poich\u00e9 il microbiota intestinale umano dipende da cos\u00ec tanti fattori, la sua composizione cambia continuamente ogni giorno.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">In condizioni di salute, le diverse popolazioni microbiche vivono in un rapporto armonico e mutualistico con se stesse e con l&#8217;ospite. In questa condizione, chiamata &#8220;eubiosi&#8221;, l&#8217;ecosistema intestinale \u00e8 ben bilanciato. Lo stato eubiotico \u00e8 caratterizzato da un&#8217;elevata diversit\u00e0 microbica, con una marcata prevalenza di microbi potenzialmente benefici per l&#8217;organismo, in quanto influenzano praticamente tutte le funzioni intestinali: digestione e produzione di energia, immunit\u00e0 mucosale, integrit\u00e0 della barriera intestinale, protezione dai patogeni, produzione di vitamine e altri metaboliti utili, come gli acidi grassi a catena corta (SCFA). Inoltre, nello stato eubiotico la composizione del microbiota intestinale \u00e8 benefica per la funzionalit\u00e0 di tutti gli organi dell&#8217;ospite, incluso il cervello.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large;\"><b>5. Effetti del cibo sul microbiota intestinale<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Il microbiota intestinale dipende da noi per il suo sostentamento; infatti, il cibo che scegliamo di mangiare determina la composizione del microbiota intestinale, nutrendo una o l&#8217;altra popolazione microbica e favorendone cos\u00ec la crescita [21\u201324].<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #990000;\"><b>Per spiegare come l&#8217;assunzione di cibo determini la composizione del nostro microbiota intestinale, per semplicit\u00e0 possiamo ridurre le nostre abitudini alimentari a due soli tipi di dieta fondamentali: (1) la dieta vegetariana [VD], che \u00e8 una dieta ipocalorica e ricca di fibre; e (2) la dieta animale &#8220;occidentale&#8221; [WD], che \u00e8 una dieta ipercalorica, prevalentemente carnivora, ricca di acidi grassi saturi e carboidrati raffinati, e spesso associata ad alimenti trasformati industrialmente [25]. La [VD] \u00e8 adatta solo a quelle popolazioni microbiche intestinali in grado di digerire i carboidrati complessi delle fibre, che non possiamo degradare. Le fibre sono il carburante ideale per i batteri appartenenti al tipo Bacteroidetes, come la Prevotella. In cambio, producono molecole utili, come gli SCFA, in particolare il butirrato [26]. <\/b><\/span><span style=\"color: #990000;\"><span lang=\"it-IT\"><b>I batteri [VD] sono associati all&#8217;eubiosi intestinale, all&#8217;elevata biodiversit\u00e0, all&#8217;integrit\u00e0 della barriera intestinale e alla salute umana. Il caso della dieta occidentale, povera di fibre, \u00e8 ovviamente diverso. La dieta occidentale \u00e8 preferita dalle popolazioni microbiche che non possiedono i meccanismi per la digestione dei carboidrati complessi presenti nelle fibre. L&#8217;alimentazione dei batteri [WD], pi\u00f9 adatti a raccogliere l&#8217;energia assunta in eccesso con la dieta occidentale, porta alla produzione di acidi biliari, tossici per molti batteri [VD]. Pertanto, la relazione reciproca tra le diverse popolazioni microbiche viene persa. Il risultato \u00e8 una significativa diminuzione della biodiversit\u00e0 del microbiota e uno stato disbiotico, che \u00e8 la premessa per l&#8217;infiammazione intestinale, se persiste nel tempo. Per evitare la disbiosi e l&#8217;infiammazione intestinale, \u00e8 opportuno preferire una dieta prevalentemente vegetariana.<\/b><\/span><\/span><span lang=\"it-IT\"> \u00c8 opportuno sottolineare a questo punto che in condizioni di salute il cibo interagisce con il microbiota intestinale anche se non \u00e8 completamente digerito, mentre i suoi effetti sul metabolismo si verificano solo attraverso le molecole completamente digerite, dopo l\u2019assorbimento e quindi al di fuori dell\u2019intestino.<\/span><\/span><\/p>\n<h1 class=\"western\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Vedi II parte<\/b><\/span><\/span><\/sup><\/span><\/h1>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Note riassuntive punti salienti delle ricerche sull&#8217;argomento trattato Premessa \u2013 Il percorso del cibo (cenni) Il cibo ingerito inizia il suo percorso nella bocca, dove comincia la digestione degli amidi grazie all\u2019azione dell\u2019amilasi salivare. Prosegue nello stomaco, dove le proteine vengono scomposte in peptidi pi\u00f9 piccoli per effetto dell\u2019acido cloridrico e della pepsina. 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