{"id":13027,"date":"2026-02-24T09:12:45","date_gmt":"2026-02-24T08:12:45","guid":{"rendered":"https:\/\/glutenlight.eu\/?p=13027"},"modified":"2026-03-16T03:14:52","modified_gmt":"2026-03-16T02:14:52","slug":"cibo-non-digerito-e-infiammazione-intestinale-ii-parte-aggiornamento-24-02-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/glutenlight.eu\/?p=13027","title":{"rendered":"Cibo non digerito e infiammazione intestinale -II parte- aggiornamento 24-02-2026"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" style=\"text-align: left;\" align=\"CENTER\"><strong><span style=\"color: #3366ff;\"><i>Note riassuntive \u2013 Punti salienti della ricerca<\/i><\/span><\/strong><\/p>\n<h1 class=\"western\"><span style=\"font-size: large;\">6. Dieta infiammatoria vs antinfiammatoria<\/span><\/h1>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Come mostrato nella Figura 3, la dieta occidentale, ad alto contenuto energetico, \u00e8 tipicamente pro-infiammatoria, ricca di grassi animali saturi, carni rosse, patatine fritte, snack e margarine (acidi grassi trans), bevande zuccherate e zuccheri semplici, sale, cibi lavorati e condimenti elaborati. La dieta occidentale \u00e8 spesso associata a uno stile di vita sedentario ed \u00e8 caratterizzata dalla scarsit\u00e0 di fibre. Anche l&#8217;assunzione di alcol e il fumo sono pro-infiammatorie. <\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-12428\" src=\"https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-3.png\" alt=\"\" width=\"949\" height=\"598\" srcset=\"https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-3.png 949w, https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-3-300x189.png 300w, https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-3-768x484.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 949px) 100vw, 949px\" \/><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large;\"><b>In sintesi:<\/b><\/span><\/p>\n<h3 class=\"western\">Dieta pro-infiammatoria<\/h3>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\">carni rosse<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">grassi saturi<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">zuccheri semplici<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">alimenti ultra-processati<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">sedentariet\u00e0<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">alcol e fumo<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<h3 class=\"western\">Dieta antinfiammatoria<\/h3>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\">verdura<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">frutta<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">legumi<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">cereali integrali<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">pesce (omega-3)<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">olio extravergine di oliva<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">spezie<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">polifenoli<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">prebiotici e probiotici<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Gli alimenti trasformati sono pro-infiammatori perch\u00e9 possono contenere diversi metalli chimici aggiunti, pesticidi, aromi artificiali, coloranti, erbicidi e conservanti, che hanno effetti deleteri sugli emulsionanti, antibiotici e, inoltre, metalli pesanti, microbiota e vitamine. Additivi: aromi artificiali, coloranti, conservanti, emulsionanti, antibiotici e, inoltre, alti livelli di vitamina D. Pesticidi ed erbicidi, che hanno effetti deleteri sul microbiota intestinale e sui livelli di vitamina D.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La Figura 4 mostra i fattori attivi della dieta antinfiammatoria, principalmente vegetariana e ricca di fibre. Questa dieta, dieta, che \u00e8 intesa come essere povera di pane e caseinati, caseinati, si basa sull&#8217;assunzione di verdura, frutta, verdura. La Figura 4 mostra i fattori attivi della dieta antinfiammatoria, principalmente vegetariana e ricca di funghi, legumi, pesce, molluschi, crostacei, pasta integrale, cioccolato fondente, yogurt magro, frutta, funghi, legumi, pesce, molluschi, crostacei, pasta integrale, cioccolato fondente, fibre magre. Questa dieta, che \u00e8 intesa come essere povera di pane e caseinati, si basa sull&#8217;assunzione di verdura, yogurt, spezie, spezie, olio extravergine di oliva, olio di caff\u00e8, caff\u00e8 e th\u00e9.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-12429\" src=\"https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-4.png\" alt=\"\" width=\"903\" height=\"459\" srcset=\"https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-4.png 903w, https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-4-300x152.png 300w, https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-4-768x390.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 903px) 100vw, 903px\" \/><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Figura 4. Fattori dietetici antinfiammatori. I fattori intrinseci sono quelli che svolgono un ruolo nel nostro metabolismo. Includono: omega-3 (PUFA n-3), presenti nell&#8217;olio di pesce; vitamine A e D, B12, PP, E e C; oligoelementi come magnesio, zinco e selenio; vitamine A e D, B12, PP, E e C; oligoelementi come magnesio, zinco e selenio; presenti nel metabolismo tiolico. acidi come: acido alfa-lipoico omega-3 (ALA), N-acetil cisteina polinsaturi a catena lunga e glutatione. acidi grassi I fattori estrinseci sono oligoelementi come magnesio, zinco e selenio; l&#8217;olio di pesce; polifenoli, vitamine A e fitochimici D, B12, PP, E e C presenti nelle verdure: hanno propriet\u00e0 antinfiammatorie e regolano positivamente il catabolismo, ma sono riconosciuti dal nostro metabolismo come molecole &#8220;estranee&#8221;. Tuttavia, come mostrato di seguito, rappresentano una fonte di cibo per il microbiota intestinale. Prebiotici e probiotici sono citati qui per la loro azione antinfiammatoria, ma i loro effetti si esercitano principalmente attraverso il microbiota intestinale.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-size: large;\"><b>7. Cos&#8217;\u00e8 il cibo e perch\u00e9 deve essere digerito<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #990000;\"><b>Essendo di origine diversa dalla nostra, tessuti, cellule e proteine del cibo non possono essere utilizzati cos\u00ec come sono, devono essere degradati in molecole semplici dall&#8217;apparato digerente nel tratto gastrointestinale (il recipiente di reazione) e poi assorbiti.<\/b><\/span> Ecco perch\u00e9 il cibo deve essere digerito prima di essere assorbito: \u00e8 non-self prima della digestione e diventa self quando la digestione \u00e8 completa. Solo le molecole completamente digerite ci sono congeniali, sono riconosciute come self e possono entrare nel nostro metabolismo dopo il loro asorbimento.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-12430\" src=\"https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-6.png\" alt=\"\" width=\"1007\" height=\"707\" srcset=\"https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-6.png 1007w, https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-6-300x211.png 300w, https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-6-768x539.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1007px) 100vw, 1007px\" \/><\/p>\n<h1 class=\"western\"><span style=\"font-size: large;\">11.3 Vitamine<\/span><\/h1>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00c8 stato recentemente dimostrato che la vitamina A migliora l&#8217;integrit\u00e0 della barriera intestinale, anche in presenza di infiammazione intestinale e livelli elevati di LPS. Sembra contrastare l&#8217;azione dell&#8217;LPS e aumentare l&#8217;espressione delle proteine delle giunzioni strette [78].<\/span><\/p>\n<pre class=\"western\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Tuttavia, la vitamina A non \u00e8 sufficiente. Come riportato nella nostra precedente revisione [25], <\/span><span style=\"color: #990000;\"><span lang=\"it-IT\"><b>la vitamina A e la vitamina D hanno effetti antinfiammatori sinergici e dovrebbero essere somministrate insieme. <\/b><\/span><\/span><span lang=\"it-IT\">Ci\u00f2 non sorprende, poich\u00e9 entrambe sono liposolubili e spesso presenti insieme nello stesso alimento. I loro recettori nucleari cooperano se entrambe le vitamine si legano a loro. Le funzioni condivise della vitamina A e della vitamina D includono il potenziamento delle proteine delle giunzioni strette, la soppressione di IFN-\u03b3 e IL-17 e l'induzione delle cellule T regolatorie (Treg) [79]. Infine, le vitamine A e D sono efficaci contro l'infiammazione cronica e favoriscono la stabilit\u00e0 della barriera intestinale. La loro azione sul microbiota non \u00e8 diretta poich\u00e9 i loro recettori nucleari sono espressi solo dall'ospite, non dal microbiota. <\/span><span style=\"color: #990000;\"><span lang=\"it-IT\"><b>La carenza di vitamina D porta alla rottura della barriera intestinale, alla disbiosi intestinale e all'infiammazione intestinale [80].<\/b><\/span><\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\"><b><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">In sintesi v<\/span><\/span>itamina A e D:<\/b><\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\">rafforzano le giunzioni strette<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">sopprimono IFN-\u03b3 e IL-17<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">inducono Treg<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">contrastano infiammazione cronica<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"western\">La carenza di vitamina D \u00e8 associata a:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\">disbiosi<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">aumento permeabilit\u00e0<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">infiammazione intestinale<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<pre class=\"western\" lang=\"it-IT\"><\/pre>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>12. Dalla disbiosi intestinale alla rottura della barriera emato-encefalica e all&#8217;infiammazione cerebrale<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<pre class=\"western\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><b>Il microbiota intestinale e le molecole di cibo non digerito cooperano nell'attacco alla barriera emato-encefalica. A prima vista, pu\u00f2 sembrare strano che una condizione disbiotica intestinale possa portare al danno della barriera emato-encefalica (BEE). Tuttavia, nel corso di una disbiosi intestinale protratta, il normale dialogo tra intestino e SNC (<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">central nervous system)<\/span><\/span><\/sup><\/span><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><b> [86\u201388] viene in qualche modo interrotto dalle molecole che fuoriescono dal lume intestinale e si riversano nel flusso sanguigno, innescando un'infiammazione sistemica cronica. La formazione di anticorpi contro le molecole di cibo non digerito, che assomigliano ad alcune proteine cerebrali, pu\u00f2 indirizzare i processi pro-infiammatori verso la BEE e causarne la rottura.<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\"> Infatti, ci\u00f2 che \u00e8 stato in grado di rendere la barriera intestinale pi\u00f9 permeabile pu\u00f2 avere lo stesso effetto anche sulla BEE.  <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">La sede della barriera ematoencefalica (BEE) sono i capillari cerebrali. Le loro cellule endoteliali sono fuse tra loro dalle giunzioni strette tra le proteie claudine, occludina e zona occludente, come nella barriera intestinale. Pertanto, il passaggio di molecole e cellule tra il sangue e il cervello \u00e8 assolutamente limitato. In condizioni normali, solo le molecole idrofobiche e quelle dotate di un sistema di trasporto specifico (ad esempio, D-glucosio e amminoacidi essenziali) possono attraversare la BEE. Una differenza importante tra la BEE e la barriera intestinale \u00e8 che la BEE \u00e8 circondata dagli pseudopodi (le proiezioni della membrana) degli astrociti.  La persistenza di molecole e cellule derivate dall'intestino in prossimit\u00e0 della barriera emato-encefalica pu\u00f2 causarne la degradazione [89]. <\/span><\/span><\/sup><\/span><\/span>\r\n<\/pre>\n<p class=\"western\"><b>In sintesi la disbiosi intestinale cronica pu\u00f2:<\/b><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\">generare infiammazione sistemica<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">produrre anticorpi contro antigeni alimentari<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">favorire mimetismo molecolare<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">contribuire alla rottura della barriera emato-encefalica<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-12433\" src=\"https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-8.png\" alt=\"\" width=\"987\" height=\"615\" srcset=\"https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-8.png 987w, https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-8-300x187.png 300w, https:\/\/glutenlight.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Figura-8-768x479.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 987px) 100vw, 987px\" \/><\/p>\n<p class=\"western\">La BBB \u00e8 costituita da cellule endoteliali unite da tight junctions e supportate dagli astrociti.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>13. Conclusioni<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">Il percorso che porta alla malattia coinvolge il microbiota e frammenti di cibo non digerito, oltre a richiedere l&#8217;interruzione della barriera intestinale e della barriera emato-encefalica. La sequenza suggerita degli eventi \u00e8 la seguente: (1) diete pro-infiammatorie protratte nel tempo, modificano la composizione del microbiota intestinale e inducono disbiosi del microbiota intestinale; (2) il sistema immunitario viene attivato e l&#8217;infiammazione intestinale aumenta, i livelli di cellule T e LPS aumentano; (3) la barriera intestinale diventa permeabile e il contenuto luminale (microbi, molecole di cibo non digerito, endotossine, cellule T e citochine) fuoriesce e innesca un&#8217;infiammazione sistemica cronica; (4) la risposta immunitaria contro frammenti di cibo non digerito che assomigliano a molecole cerebrali indirizza le molecole pro-infiammatorie alla BBB e ne provoca la rottura; (5) il passaggio attraverso la BBB di cellule e molecole pro-infiammatorie attivate provoca l&#8217;attivazione di cellule microgliali e astrociti <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>(<\/i><\/span><\/span><i>Le cellule microgliali sono le cellule immunitarie del cervello, mentre gli astrociti supportano i neuroni e contribuiscono alla barriera emato-encefalica<\/i><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i> )<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\"> e l&#8217;insorgenza di processi infiammatori in diverse aree cerebrali.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel presente articolo evidenziamo il possibile ruolo dei frammenti di cibo non digerito come agenti pro-infiammatori e l&#8217;importanza dell&#8217;integrit\u00e0 delle due barriere, intestinale e della barriera emato-encefalica<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (BEE), per la salute umana. Se la barriera intestinale diventa permeabile, frammenti di cibo non digerito fuoriescono anche dallo spazio luminale (intestino) insieme a batteri, endotossine, molecole immunocompetenti e cellule. Tutto questo materiale, che si supponeva rimanesse segregato nell&#8217;intestino, \u00e8 ora in circolazione. Di solito ci preoccupiamo della disseminazione batterica, ma la disseminazione di cibo non digerito che attraversa la<\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">barriera intestinale e entra nel flusso sanguigno non deve essere trascurata.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nell&#8217;intestino, i peptidi non completamente digeriti, sebbene ancora diversi da noi (non-self), erano sulla buona strada per diventare simili a noi (self), quindi la loro probabilit\u00e0 di mimetismo molecolare con i nostri peptidi potrebbe aumentare dopo una digestione parziale. Nel corso della disbiosi intestinale e dell&#8217;infiammazione intestinale, i linfociti T vengono attivati. Con l&#8217;attivazione dei linfociti T, i linfociti B vengono attivati per produrre anticorpi. Questi anticorpi contro gli antigeni alimentari possono riconoscere gli autoantigeni e innescare una risposta autoimmune. Ad esempio, \u00e8 stato suggerito che gli anticorpi contro le proteine del grano e del latte nei donatori di sangue possano contribuire alle attivit\u00e0 neuroimmuni [39]. <\/span><\/span><\/p>\n<pre class=\"western\" lang=\"it-IT\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Pertanto, i peptidi ( di aminoacidi) non digeriti e i loro anticorpi possono rafforzare le attivit\u00e0 infiammatorie e autoimmuni e possono indirizzarle verso uno dei diversi organi, ma \u00e8 necessaria la cooperazione con il microbiota.<\/span><\/span><\/pre>\n<p class=\"western\"><b>Sequenza proposta:<\/b><\/p>\n<ol>\n<li>\n<p class=\"western\">Dieta pro-infiammatoria \u2192 disbiosi<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">Attivazione immunitaria \u2192 infiammazione intestinale<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">Permeabilit\u00e0 intestinale \u2192 infiammazione sistemica<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">Risposta autoimmune contro antigeni alimentari<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">Rottura BBB \u2192 neuroinfiammazione<\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Il cibo non digerito, insieme al microbiota disbiotico, pu\u00f2 contribuire a processi infiammatori sistemici e autoimmuni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Approfondimenti<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large;\"><b>A \u2013 Integrit\u00e0 barriera intestinale e malattie<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large;\">Cause della compromissione della barriera intestinale: <\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\"><strong>Disbiosi:<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\">Uno sbilanciamento del microbiota intestinale, con un aumento di batteri patogeni e una diminuzione di quelli benefici, pu\u00f2 danneggiare la barriera.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\"><strong>Infiammazione:<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\">Stati infiammatori cronici, dovuti a vari fattori come cattiva digestione, stress o infezioni, possono compromettere l&#8217;integrit\u00e0 della barriera.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\"><strong>Infezioni:<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\">Infezioni intestinali da batteri, virus o parassiti possono danneggiare direttamente le cellule epiteliali.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\"><strong>Malattie autoimmuni:<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\">In malattie come la celiachia e il morbo di Crohn, il sistema immunitario attacca erroneamente le cellule intestinali, causando infiammazione cronica e danni alla barriera.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\"><strong>Altre cause:<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\">Fattori ambientali, come l&#8217;esposizione a tossine e inquinanti alimentari, e abitudini di vita poco sane possono contribuire alla compromissione della barriera.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"western\">Malattie associate alla compromissione della barriera intestinale:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\"><strong>Malattie gastrointestinali:<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\">Sindrome dell&#8217;intestino irritabile, malattie infiammatorie intestinali (MORB, Colite ulcerosa), celiachia, sindrome dell&#8217;intestino gocciolante.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\"><strong>Malattie autoimmuni:<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\">Artrite reumatoide, sclerosi multipla, diabete di tipo 1, lupus.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\"><strong>Disturbi metabolici:<\/strong><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">Obesit\u00e0, diabete di tipo 2, insulino-resistenza, steatosi epatica non alcolica.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\"><strong>Malattie neuroinfiammatorie:<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\">Disturbi depressivi, ansia, disturbo dello spettro autistico, sindrome da stanchezza cronica.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\"><strong>Altre malattie:<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\">Asma bronchiale, rinosinusite cronica, rinite allergica, dermatite atopica, esofagite eosinofila, tumori.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>B \u2013 Linfociti T e B<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>I linfociti T (o cellule T) e i linfociti B (o cellule B)<\/b> sono due tipi di <span style=\"color: #800000;\"><b>globuli bianchi<\/b><\/span> che svolgono un ruolo cruciale nel sistema immunitario. I linfociti T sono responsabili dell&#8217;immunit\u00e0 cellulo-mediata, mentre i linfociti B sono coinvolti nell&#8217;immunit\u00e0 anticorpo-mediata.<\/span><\/span><\/sup><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>L&#8217;immunit\u00e0 cellulo-mediata (o immunit\u00e0 cellulare)<\/b> \u00e8 una risposta del sistema immunitario che coinvolge i linfociti T, in particolare i linfociti T citotossici e i linfociti T helper, per eliminare <span style=\"color: #800000;\"><b>cellule infette o anomale.<\/b><\/span> Questo tipo di immunit\u00e0 \u00e8 fondamentale per difendere l&#8217;organismo dalle infezioni intracellulari, come quelle virali, e dalle cellule tumorali.<\/span><\/span><\/sup><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>La risposta anticorpo-mediata (<\/b><span style=\"color: #000000;\"><sup><span lang=\"it-IT\"><b>linfociti B ) <\/b><\/span><\/sup><\/span>\u00e8 un secondo esempio di risposta immunitaria specifica, cio\u00e8 di una difesa che preveda il riconoscimento specifico di un patogeno che abbia superato le difese dell\u2019immunit\u00e0 innata.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Un antigene<\/b> \u00e8 una molecola (spesso una proteina) in grado di essere riconosciuta dal sistema immunitario come estranea o potenzialmente pericolosa provocando una risposta immunitaria specifica. Questa risposta si traduce nella produzione di <b>anticorpi <\/b>che riconoscano e si leghino all&#8217;antigene, neutralizzandolo.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Si definisce invece immunogena<\/b> una sostanza in grado di stimolare il sistema immunitario a tentare di produrre anticorpi contro di essa.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>In pratica, &#8220;immunogenica&#8221; descrive una caratteristica, mentre &#8220;immunogena&#8221; indica una sostanza che possiede tale caratteristica.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Note<\/b><\/span><\/span><\/sup><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">1 &#8211; Le note riassuntive derivano dalla traduzione di alcuni passagi della ricerca:<\/span><\/span><\/sup><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Undigested Food and Gut Microbiota May Cooperate in the Pathogenesis of Neuroin\ufb02ammatory Diseases: A Matter of Barriers and a Proposal on the Origin of Organ Speci\ufb01city. Paolo riccio e Rocco Rossano. <\/b><\/span><\/span><\/sup><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">Department<\/span><\/span><\/sup><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">of<\/span><\/span><\/sup><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">Sciences,<\/span><\/span><\/sup><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">University<\/span><\/span><\/sup><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">of<\/span><\/span><\/sup><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">Basilicata,<\/span><\/span><\/sup><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">85100<\/span><\/span><\/sup><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">Potenza,<\/span><\/span><\/sup><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">Italy;<\/span><\/span><\/sup><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">paoloxriccio@gmail.com<\/span><\/span><\/sup><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">Cor<\/span><\/span><\/sup><\/span><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">r<\/span><\/span><\/sup><\/span><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">espondence:<\/span><\/span><\/sup><\/span> <a href=\"mailto:rocco.rossano@unibas.it\"><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">r<\/span><\/span><\/sup><\/span><\/a><a href=\"mailto:rocco.rossano@unibas.it\"><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">occo.<\/span><\/span><\/sup><\/span><\/a><a href=\"mailto:rocco.rossano@unibas.it\"><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">r<\/span><\/span><\/sup><\/span><\/a><a href=\"mailto:rocco.rossano@unibas.it\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">ossano@unibas.it<\/span><\/a><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">. <\/span><\/span><\/sup><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Received:<\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">1<\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">October<\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">2019;<\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Accepted:<\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">8<\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">November<\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">2019;<\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Published:<\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">9<\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">November<\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">2019<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">. <\/span><\/span><\/sup><\/span><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">Nutrients<\/span><\/span><\/sup><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><b>2019<\/b><\/span><\/span><\/sup><\/span><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">,<\/span><\/span><\/sup><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">11,<\/span><\/span><\/sup><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">2714;<\/span><\/span><\/sup><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">doi:10.3390<\/span><\/span><\/sup><\/span><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">\/<\/span><\/span><\/sup><\/span><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\">nu11112714. <\/span><\/span><\/sup><\/span><\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">2 &#8211; La numerazione dei capitoli fa riferimento agli analoghi capitoli della ricerca di cui al punto 1.<\/span><\/span><\/sup><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">3 &#8211; I numeri in parentesi quadra si riferiscono alle referenze citate nella ricerca di cui al punto 1.<\/span><\/span><\/sup><\/span><\/p>\n<h2 class=\"western\"><span style=\"font-size: large;\">Nota finale conclusiva<\/span><\/h2>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Le evidenze scientifiche attuali indicano che <span style=\"color: #800000;\"><b>l\u2019intestino non \u00e8 soltanto un organo digestivo, ma un centro regolatore cruciale dell\u2019equilibrio immunitario, metabolico e neurobiologico.<\/b><\/span> Attraverso il microbiota e la barriera mucosale, esso dialoga costantemente con il sistema immunitario e con il sistema nervoso centrale, configurando il cosiddetto asse intestino\u2013sistema immunitario\u2013cervello.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Quando questo asse \u00e8 in equilibrio, contribuisce alla regolazione della tolleranza immunitaria e al mantenimento dell\u2019omeostasi infiammatoria. Quando invece si altera \u2014 per disbiosi, aumento della permeabilit\u00e0 intestinale o stimoli alimentari pro-infiammatori \u2014 pu\u00f2 instaurarsi uno stato di attivazione immunitaria cronica di basso grado che, nel tempo, si riflette non solo sul metabolismo ma anche sulla funzione neurologica.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">In questo contesto, l\u2019alimentazione assume un ruolo centrale. Non \u00e8 un fattore neutro. Pu\u00f2 sostenere la resilienza dell\u2019asse intestino\u2013immunit\u00e0\u2013cervello oppure contribuire alla sua destabilizzazione, <span style=\"color: #800000;\"><b>soprattutto nei soggetti con predisposizioni genetiche, fragilit\u00e0 metaboliche, patologie infiammatorie o condizioni di salute gi\u00e0 compromesse.<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><b>In un soggetto realmente \u201csano\u201d, il sistema immunitario e gli organi deputati alla regolazione dell\u2019omeostasi sono fisiologicamente in grado di mantenere lo stato di salute e di difendere l\u2019organismo dagli agenti esterni, inclusi quelli alimentari. Questo equilibrio dipende dalla capacit\u00e0 dell\u2019organismo di modulare le risposte infiammatorie, preservare l\u2019integrit\u00e0 della barriera intestinale e mantenere una corretta comunicazione tra intestino, sistema immunitario e sistema nervoso.<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Tuttavia, nei soggetti con predisposizioni genetiche, vulnerabilit\u00e0 immunologiche o condizioni cliniche gi\u00e0 presenti \u2014 anche se non sempre clinicamente manifeste \u2014 un criterio di prudenza nutrizionale non rappresenta un eccesso di cautela, bens\u00ec un atto di responsabilit\u00e0 preventiva. In questi casi, l\u2019alimentazione pu\u00f2 contribuire a modulare positivamente o negativamente l\u2019equilibrio infiammatorio e immunitario.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">La qualit\u00e0 dell\u2019alimentazione quotidiana, infatti, non influisce esclusivamente sull\u2019intestino: incide sul tono immunitario, sul livello di infiammazione cronica di basso grado e, indirettamente, anche sulla salute cerebrale attraverso i complessi meccanismi dell\u2019asse intestino\u2013cervello. Prendersi cura dell\u2019intestino significa, in larga misura, prendersi cura dell\u2019intero organismo. \u00c8 necessario, infine, precisare che per \u201csoggetto sano\u201d non si intende semplicemente un individuo privo di malattie clinicamente manifeste, ma una persona senza patologie in atto e senza uno stato di infiammazione cronica di basso grado. Questa distinzione \u00e8 fondamentale, poich\u00e9 nella pratica clinica il termine \u201csano\u201d viene spesso utilizzato in senso limitato, coincidente con la sola assenza di diagnosi formali.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Bibliografia<\/b><\/span><\/span><\/sup><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><strong>Drago S., et al. (2006)<\/strong><br \/>\n<em>Gliadin, zonulin and gut permeability: Effects on celiac and non-celiac intestinal mucosa <\/em>Gut.<br \/>\n\u2013 Mostra che la gliadina pu\u00f2 attivare la via zonulina e aumentare la permeabilit\u00e0, ma principalmente nel contesto della mucosa intestinale che gi\u00e0 reagisce. (<a href=\"https:\/\/pubmed.ncbi.nlm.nih.gov\/16635908\/?utm_source=chatgpt.com\">PubMed<\/a>)<\/p>\n<p class=\"western\"><strong>Fasano A. (2012) <\/strong><em>Intestinal Permeability and its Regulation by Zonulin. <\/em>Physiological Reviews.<br \/>\n\u2013 Descrive il coinvolgimento della via zonulina nella regolazione delle tight junctions, ma sottolinea che esistono altri meccanismi modulanti la permeabilit\u00e0. (<a href=\"https:\/\/pmc.ncbi.nlm.nih.gov\/articles\/PMC3458511\/?utm_source=chatgpt.com\">PMC<\/a>)<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Manza F., et al. (2025). <\/strong><em>Non-Celiac Gluten\/Wheat Sensitivity \u2014 State of the Art . <\/em><\/span><\/span><\/sup><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nutrients. DOI: 10.3390\/nu17020220<\/span><\/span><\/sup><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><sup>\u2013 <span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Review recente che conferma come la zonulina possa essere correlata a permeabilit\u00e0 ma evidenzia che gli effetti di glutine variano tra individui e condizioni. (<a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2072-6643\/17\/2\/220?utm_source=chatgpt.com\">MDPI<\/a>)<\/span><\/span><\/sup><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Stojanov S., et al. (2020)<\/strong><\/span><\/span><\/sup><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>The Influence of Probiotics on the Firmicutes\/Bacteroidetes Ratio and Obesity<\/em><br \/>\nMicroorganisms.<br \/>\n\u2013 Anche se non esclusivamente dedicato ai dolcificanti, sottolinea che il microbiota \u00e8 molto variabile e che i risultati dipendono da molti fattori. (<a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2076-2607\/8\/11\/1715?utm_source=chatgpt.com\">MDPI<\/a>)<\/span><\/span><\/sup><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><strong>Harach T., et al. (2015)<\/strong><br \/>\n<em>Reduction of Alzheimer\u2019s disease beta-amyloid pathology in the absence of gut microbiota<\/em><br \/>\nPNAS (preprint \/ lavoro citato).<br \/>\n\u2013 Studio animale che indica come l\u2019assenza di microbiota possa ridurre patologia Alzheimer-like, ma non \u00e8 tradotto direttamente in evidenza causale umana. (<a href=\"https:\/\/arxiv.org\/abs\/1509.02273?utm_source=chatgpt.com\">arXiv<\/a>)<\/p>\n<p class=\"western\"><strong>Veres-Sz\u00e9kely A., et al. (2023)<\/strong><br \/>\n<em>Zonulin as a Potential Therapeutic Target in Microbiota-Gut-Brain Axis Disorders<\/em><br \/>\nInternational Journal of Molecular Sciences.<br \/>\n\u2013 Riporta dati sperimentali su modello murino dove alti livelli di zonulina sono associati a permeabilit\u00e0 intestinale e a compromissione BBB, ma evidenzia la necessit\u00e0 di ulteriori conferme. (<a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/1422-0067\/24\/8\/7548?utm_source=chatgpt.com\">MDPI<\/a>)<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Sapone A., et al. (2006)<\/span><\/span><\/span><\/sup><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><em><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Differential mucosal immune-responses to gliadin along the small intestine in celiac disease<\/span><\/span><\/span><\/sup><\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\"><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\"> \u2014 Include dati su tight junctions e funzioni di barrier.<\/span><\/span><\/span><\/sup><\/span><\/p>\n<h3 class=\"western\"><strong>Riassunto dei riferimenti principali<\/strong><\/h3>\n<table border=\"0\" width=\"730\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"2\">\n<thead>\n<tr>\n<th width=\"180\">\n<p class=\"western\">Tema<\/p>\n<\/th>\n<th width=\"145\">\n<p class=\"western\">Autore e anno<\/p>\n<\/th>\n<th width=\"221\">\n<p class=\"western\">Titolo<\/p>\n<\/th>\n<th width=\"168\">\n<p class=\"western\">Fonte \/ DOI<\/p>\n<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"180\">\n<p class=\"western\">Zonulina problematic ELISA<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"145\">\n<p class=\"western\">Ajamian et al., 2019<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"221\">\n<p class=\"western\"><em>Serum zonulin\u2026<\/em><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"168\">\n<p class=\"western\">10.1371\/journal.pone.0210728<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"180\">\n<p class=\"western\">Zonulina come biomarker criticato<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"145\">\n<p class=\"western\">Massier et al., 2020<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"221\">\n<p class=\"western\"><em>How shortcomings\u2026<\/em><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"168\">\n<p class=\"western\">Gut 70(9):1801\u201310<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"180\">\n<p class=\"western\">Gliadina e zonulina<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"145\">\n<p class=\"western\">Drago et al., 2006<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"221\">\n<p class=\"western\"><em>Gliadin, zonulin and gut permeability<\/em><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"168\">\n<p class=\"western\">PubMed<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"180\">\n<p class=\"western\">Regulation of tight junctions<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"145\">\n<p class=\"western\">Fasano, 2012<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"221\">\n<p class=\"western\"><em>Intestinal Permeability and its Regulation by Zonulin<\/em><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"168\">\n<p class=\"western\">PubMed<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"180\">\n<p class=\"western\">F\/B ratio review<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"145\">\n<p class=\"western\">Magne et al., 2020<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"221\">\n<p class=\"western\"><em>The Firmicutes\/Bacteroidetes Ratio\u2026<\/em><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"168\">\n<p class=\"western\">Microorganisms 8(11):1715<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"180\">\n<p class=\"western\">Zonulina e microbiota-brain<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"145\">\n<p class=\"western\">Veres-Sz\u00e9kely et al., 2023<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"221\">\n<p class=\"western\"><em>Zonulin as a Therapeutic Target\u2026<\/em><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"168\">\n<p class=\"western\">Int J Mol Sci<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<hr \/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Note riassuntive \u2013 Punti salienti della ricerca 6. Dieta infiammatoria vs antinfiammatoria Come mostrato nella Figura 3, la dieta occidentale, ad alto contenuto energetico, \u00e8 tipicamente pro-infiammatoria, ricca di grassi animali saturi, carni rosse, patatine fritte, snack e margarine (acidi grassi trans), bevande zuccherate e zuccheri semplici, sale, cibi lavorati e condimenti elaborati. 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