Intestino e cervello: come stress, ansia e FODMAP influenzano il colon irritabile. Parte II
Questo articolo fa parte di una serie di approfondimenti sul rapporto tra sistema nervoso, microbiota e sindrome dell’intestino irritabile.
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Parte 1 – Asse cervello-intestino: come stress e ansia influenzano la salute dell’intestino
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Parte 2 – Intestino e cervello: il dialogo che spiega il colon irritabile
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Parte 3 – Fodmap, IBS, infiammazione di basso grado e intestino vulnerabile
Molte persone hanno sperimentato almeno una volta sintomi intestinali legati allo stress: mal di pancia prima di un esame, diarrea in situazioni di ansia, gonfiore nei periodi di forte tensione. Questi fenomeni non sono casuali. Sono l’espressione di un sistema biologico complesso chiamato asse cervello-intestino, una rete di comunicazione continua tra il sistema nervoso centrale e il tratto gastrointestinale [1].
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha dimostrato che questo dialogo bidirezionale coinvolge diversi sistemi dell’organismo: il sistema nervoso, il sistema immunitario, il microbiota intestinale e numerosi segnali ormonali [2]. Quando questo equilibrio si altera, stress e ansia possono contribuire allo sviluppo o al peggioramento di disturbi intestinali funzionali, in particolare della sindrome dell’intestino irritabile (IBS) [3].
Sempre più studi stanno chiarendo un aspetto importante della IBS: il problema non riguarda soltanto l’intestino. In realtà coinvolge un sistema complesso di comunicazione tra intestino e cervello [1]. Anche per questo la dieta a basso contenuto di FODMAP, pur essendo spesso utile nel ridurre gonfiore e dolore addominale, non sembra agire sulla causa primaria del disturbo, ma piuttosto su uno degli stimoli che possono attivare i sintomi in un intestino già predisposto [4].
1. Che cos’è l’asse cervello-intestino
L’asse cervello-intestino è il sistema di comunicazione che collega il cervello con l’apparato digerente. Questo dialogo avviene attraverso diversi canali biologici:
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il sistema nervoso autonomo (simpatico e parasimpatico)
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il nervo vago
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l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), che regola la risposta allo stress
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il sistema immunitario
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il microbiota intestinale [2].
Grazie a queste connessioni il cervello può influenzare direttamente il funzionamento dell’intestino e, allo stesso tempo, l’intestino può inviare segnali che influenzano l’umore, la percezione del dolore e il comportamento [1].
L’intestino contiene inoltre una rete di centinaia di milioni di neuroni, chiamata sistema nervoso enterico, spesso definito il “secondo cervello” dell’organismo [5]. Questo sistema non lavora in isolamento, ma è costantemente collegato al cervello attraverso segnali nervosi, ormonali, immunitari e metabolici. Il risultato è un dialogo continuo tra cervello e intestino [1].
2. Un dialogo in due direzioni
Gli scienziati descrivono oggi questo sistema come una comunicazione bidirezionale tra sistema nervoso centrale e apparato gastrointestinale [1].
3. Dal cervello all’intestino
Stress, ansia e tensioni emotive possono modificare direttamente la funzione intestinale. Attraverso il sistema nervoso autonomo e gli ormoni dello stress, il cervello può influenzare:
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la motilità intestinale
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la secrezione digestiva
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la sensibilità al dolore
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la permeabilità della barriera intestinale
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la composizione del microbiota [6].
È per questo che molte persone con intestino irritabile notano un peggioramento dei sintomi nei periodi di maggiore stress [3].
4- Dall’intestino al cervello
Anche l’intestino invia continuamente segnali al cervello attraverso vie nervose e mediatori biologici [1].
Quando avvengono fenomeni come:
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fermentazione dei carboidrati
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produzione di gas
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distensione della parete intestinale
i recettori nervosi intestinali trasmettono queste informazioni al sistema nervoso centrale. Se l’intestino è particolarmente sensibile, il cervello può interpretare questi segnali come dolore addominale, gonfiore marcato o forte disagio [3].
Come lo stress agisce sull’intestino
Quando una persona è sottoposta a stress psicologico o emotivo, il cervello attiva la cosiddetta risposta allo stress. Questo processo comporta il rilascio di diversi mediatori biologici, tra cui:
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cortisolo
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adrenalina
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noradrenalina [7].
Queste sostanze hanno effetti immediati su numerosi organi, incluso l’intestino.
Lo stress può infatti modificare:
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la motilità intestinale
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la secrezione di liquidi intestinali
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la sensibilità al dolore viscerale
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la permeabilità della mucosa intestinale [7].
Il risultato può essere la comparsa di sintomi come:
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dolore addominale
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diarrea o stipsi
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gonfiore
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sensazione di tensione intestinale.
5. Perché lo stress può provocare diarrea o stipsi
Uno degli effetti più evidenti dello stress sull’intestino riguarda la motilità intestinale, cioè il movimento dei muscoli che spingono il contenuto digestivo lungo il tratto gastrointestinale [6].
Questi movimenti sono controllati da tre sistemi principali:
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il sistema nervoso enterico
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il sistema nervoso autonomo
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diversi ormoni e neurotrasmettitori rilasciati durante la risposta allo stress [6].
Quando una persona vive una situazione stressante, il cervello attiva rapidamente il sistema nervoso simpatico, il ramo del sistema autonomo associato alla risposta di “lotta o fuga” [7].
Questo sistema rilascia mediatori come adrenalina, noradrenalina e cortisolo, che possono modificare il funzionamento dell’intestino in modi diversi.
6. Accelerazione della motilità
In alcune persone lo stress aumenta l’attività motoria dell’intestino, soprattutto nel colon. I movimenti intestinali diventano più rapidi e il contenuto intestinale ha meno tempo per perdere acqua. Questo può portare a diarrea o urgenza evacuativa, fenomeno spesso descritto come diarrea da stress [7].
7. Rallentamento della motilità
In altri casi accade il contrario. L’attivazione del sistema nervoso simpatico può inibire i movimenti intestinali, rallentando il transito del contenuto digestivo. Questo meccanismo può contribuire alla comparsa di stipsi o sensazione di intestino bloccato [6].
8. Alterazione dei riflessi intestinali
Lo stress può anche modificare i riflessi che regolano l’attività del colon dopo i pasti. Normalmente, quando si mangia, l’intestino aumenta temporaneamente la propria attività motoria attraverso il riflesso gastro-colico. Nei soggetti sensibili questo riflesso può diventare eccessivamente intenso, provocando crampi e bisogno urgente di evacuare [3].
9. Perché lo stress aumenta il dolore intestinale
Un altro meccanismo centrale è la ipersensibilità viscerale, cioè una maggiore sensibilità dei nervi intestinali agli stimoli meccanici [3].
In condizioni di stress, il sistema nervoso può amplificare i segnali provenienti dall’intestino. Stimoli normalmente innocui, come la distensione intestinale provocata dalla digestione o dalla fermentazione dei gas, possono essere percepiti come dolorosi [1].
Questo fenomeno è particolarmente evidente nei pazienti con sindrome dell’intestino irritabile, nei quali lo stress psicologico rappresenta spesso un fattore scatenante o amplificante dei sintomi [3].
10. Lo stress può alterare la barriera intestinale
Uno degli effetti più studiati dello stress riguarda la barriera intestinale.
L’epitelio intestinale rappresenta una barriera selettiva che separa il contenuto dell’intestino dal resto dell’organismo. Questa barriera è mantenuta da strutture chiamate tight junctions, che regolano il passaggio delle molecole tra le cellule. Lo stress cronico può alterare queste strutture e aumentare la permeabilità intestinale [8].
Quando la barriera diventa più permeabile, alcune sostanze presenti nel lume intestinale, come componenti batteriche o antigeni alimentari, possono attraversare la mucosa e attivare il sistema immunitario. Questo processo può favorire uno stato di infiammazione mucosale di basso grado, che a sua volta può aumentare la sensibilità dell’intestino e contribuire alla comparsa di sintomi [8].
11. Stress, microbiota e infiammazione
Negli ultimi anni è emerso anche il ruolo del microbiota intestinale nel collegamento tra stress e salute intestinale [9]. Lo stress può alterare la composizione della flora batterica intestinale, riducendo alcune specie benefiche e favorendo la crescita di altre.
Queste modifiche possono influenzare:
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la produzione di metaboliti batterici
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la risposta immunitaria intestinale
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la funzione della barriera epiteliale.
Il microbiota, a sua volta, produce molecole che possono influenzare direttamente il cervello, creando un vero circuito bidirezionale tra intestino e sistema nervoso [9].
12. Il ruolo dei FODMAP
Negli ultimi anni la dieta a basso contenuto di FODMAP si è dimostrata efficace nel ridurre gonfiore e dolore addominale in molti pazienti con IBS [4].
I FODMAP sono carboidrati fermentabili presenti in molti alimenti comuni, tra cui:
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frumento
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legumi
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cipolle e aglio
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alcune verdure e frutti
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latticini contenenti lattosio.
Queste molecole sono poco assorbite nell’intestino tenue e vengono rapidamente fermentate dai batteri intestinali.
La fermentazione produce:
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gas
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aumento della pressione intestinale
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distensione della parete intestinale [4].
In una persona senza particolari problemi intestinali questo fenomeno è spesso quasi impercettibile.
Nei pazienti con intestino irritabile, invece, può diventare molto fastidioso. La ricerca suggerisce che i FODMAP non siano la causa primaria del disturbo, ma agiscano come stimoli che rivelano o amplificano una maggiore sensibilità dell’intestino [4].
13. Non tutti i pazienti sono uguali
Uno degli aspetti più interessanti emersi negli ultimi anni è che l’intestino irritabile non è identico in tutti i pazienti [3]. In alcuni casi si osserva una infiammazione mucosale di basso grado, con attivazione del sistema immunitario intestinale [8].
In altri pazienti, invece, l’intestino appare sostanzialmente normale dal punto di vista infiammatorio.
In queste situazioni i sintomi sembrano derivare soprattutto da:
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ipersensibilità dei nervi intestinali
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risposta eccessiva alla distensione
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interazioni con lo stress e il sistema nervoso
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alterazioni del dialogo tra intestino e cervello.
Questo aiuta a spiegare perché la stessa dieta o lo stesso trattamento possano funzionare molto bene per alcuni pazienti e meno per altri [3].
14. Perché la dieta low-FODMAP può aiutare
Riducendo gli alimenti ricchi di FODMAP si diminuiscono:
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la fermentazione batterica
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la produzione di gas
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la distensione intestinale [4].
In questo modo si riduce lo stimolo che attiva i recettori nervosi della parete intestinale. La dieta low-FODMAP non rappresenta quindi una cura definitiva, ma può aiutare a interrompere almeno in parte il circolo vizioso tra intestino e cervello che alimenta i sintomi [4].
15. Il circolo vizioso intestino-cervello
Una caratteristica fondamentale dell’asse cervello-intestino è che la comunicazione avviene in entrambe le direzioni [1].
Questo può creare un vero circolo vizioso:
stress
↓
alterazione della funzione intestinale
↓
dolore, gonfiore, diarrea o stipsi
↓
aumento dell’ansia e della preoccupazione
↓
ulteriore attivazione della risposta allo stress [3].
Interrompere questo ciclo è uno degli obiettivi principali nella gestione dei disturbi intestinali funzionali.
16. Perché lo stress colpisce soprattutto il colon
Lo stress tende a influenzare soprattutto il colon, cioè l’intestino crasso, perché questa parte dell’intestino è particolarmente ricca di connessioni con il sistema nervoso autonomo e con il sistema nervoso enterico [6].
Il colon ha anche una funzione molto sensibile alla regolazione nervosa: controlla il riassorbimento dell’acqua e il ritmo delle contrazioni che portano all’evacuazione.
Per questo motivo variazioni nei segnali nervosi legati allo stress possono facilmente alterarne il funzionamento.
Quando l’asse cervello-intestino viene attivato dallo stress possono quindi verificarsi:
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aumento della motilità con diarrea
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riduzione della motilità con stipsi
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maggiore sensibilità alla distensione con dolore e gonfiore.
17. Il nuovo modello dell’intestino irritabile
Secondo molte ricerche recenti, la IBS nasce dall’interazione tra diversi fattori:
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microbiota intestinale
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sensibilità dei nervi intestinali
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risposta immunitaria della mucosa
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integrità della barriera intestinale
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asse intestino-cervello [3].
Per questo sempre più specialisti descrivono la IBS come un disturbo complesso in cui componenti nervose, immunitarie, metaboliche e microbiche si intrecciano tra loro.
Alcuni autori parlano anche di disturbo neuro-immuno-metabolico dell’intestino, proprio per sottolineare l’interazione tra questi sistemi biologici [10].
18. Come proteggere l’asse cervello-intestino
Diversi interventi possono aiutare a migliorare l’equilibrio tra cervello e intestino:
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gestione dello stress
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attività fisica regolare
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sonno adeguato
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alimentazione equilibrata
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tecniche di rilassamento o mindfulness [1].
In alcuni casi possono essere utili anche interventi nutrizionali specifici, come la dieta a basso contenuto di FODMAP [4].
Bibliografia
[1] Mayer EA. Gut feelings: the emerging biology of gut–brain communication. Nature Reviews Neuroscience. DOI: 10.1038/nrn3071
[2] Carabotti M et al. The gut-brain axis: interactions between enteric microbiota, central and enteric nervous systems. Annals of Gastroenterology. DOI: 10.20524/aog.2012.0007
[3] Ford AC et al. Irritable bowel syndrome. Lancet. DOI: 10.1016/S0140-6736(20)31548-8
[4] Halmos EP et al. A diet low in FODMAPs reduces symptoms of irritable bowel syndrome. Gastroenterology. DOI: 10.1053/j.gastro.2014.04.046
[5] Furness JB. The Enteric Nervous System. Blackwell Publishing. DOI: 10.1002/9780470988756
[6] Taché Y, Bonaz B. Corticotropin-releasing factor receptors and stress-related alterations of gut motor function. Journal of Clinical Investigation. DOI: 10.1172/JCI200315742
[7] Konturek PC et al. Stress and the gut: pathophysiology and clinical consequences. Journal of Physiology and Pharmacology. DOI: 10.26402/jpp.2006.3.02
[8] Vanuytsel T et al. Psychological stress and the gut barrier. Neurogastroenterology & Motility. DOI: 10.1111/nmo.12339
[9] Cryan JF, Dinan TG. Mind-altering microorganisms: the impact of the gut microbiota on brain and behaviour. Nature Reviews Neuroscience. DOI: 10.1038/nrn3346
[10] Drossman DA. Functional gastrointestinal disorders: history, pathophysiology, clinical features and Rome IV. Gastroenterology. DOI: 10.1053/j.gastro.2016.02.032
Questo articolo fa parte di una serie di approfondimenti sul rapporto tra sistema nervoso, microbiota e sindrome dell’intestino irritabile.
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