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Il frumento monococco in Sardegna: una ricerca sistemica che consolida il progetto MonICA (Lorenzo Moi)

by luciano

1. Una tesi che supera il livello accademico

La tesi di Lorenzo Moi non è un semplice studio agronomico locale.
È uno dei rarissimi esempi — e probabilmente l’unico lavoro organico italiano — in cui il Triticum monococcum viene analizzato:

  • in 18 campi sperimentali reali

  • su tre varietà migliorate (Monlis, ID331, Hammurabi)

  • con confronto diretto con Senatore Cappelli

  • integrando:

    • rilievi agronomici

    • analisi reologiche

    • analisi biochimiche

    • valutazioni tecnologiche

    • prove di trasformazione in pasta

    • studio della filiera territoriale

Questa integrazione rende il lavoro un ponte operativo tra ricerca genetica (CREA) e applicazione territoriale, inserendosi pienamente nel solco del progetto MonICA.

2. Il collegamento strutturale con il progetto MonICA

Il progetto MonICA (Monococco Italiano per la Costruzione di una filiera Alimentare) nasce per:

  • selezionare linee agronomicamente valide

  • studiarne le caratteristiche tecnologiche

  • valutarne la qualità nutrizionale

  • trasferire conoscenze alle imprese agricole

La tesi di Moi rappresenta la fase di validazione territoriale di questo progetto.

Se MonICA è la fase di:

  • selezione genetica

  • caratterizzazione di laboratorio

  • studio immunologico

la tesi di Lorenzo Moi è la fase di:

  • verifica agronomica in ambiente reale

  • misurazione delle performance produttive

  • valutazione industriale concreta

  • costruzione di filiera

In altre parole:

MonICA produce la genetica e le basi scientifiche.
Moi verifica se quella genetica funziona davvero in un territorio marginale.

3. La portata metodologica: uno studio comparato su larga scala

Uno degli elementi più rilevanti è il numero di campi:

18 campi sperimentali in Sardegna
distribuiti tra Orosei, Gavoi e altri contesti pedoclimatici

Questo consente di valutare:

  • adattabilità varietale

  • risposta a differenti suoli

  • risposta a differenti regimi pluviometrici

  • stabilità produttiva

  • suscettibilità a infestanti e malattie

È un approccio che supera la semplice parcella sperimentale controllata e si colloca in un contesto di agricoltura reale, con variabilità concreta.

Questo è un punto chiave:

È probabilmente l’unica ricerca italiana che confronta sistematicamente Monlis, ID331 e Hammurabi in campo aperto su scala plurilocale.

4. Le analisi sulle cariossidi: qualità merceologica e genetica

La tesi approfondisce parametri raramente studiati insieme nello stesso lavoro:

✔ Percentuale cariossidi vestite/nude

Fondamentale per valutare:

  • efficienza di svestitura

  • costi di lavorazione

  • resa industriale

Hammurabi emerge come varietà strategica grazie alla nudità della cariosside, confermando la validità del miglioramento genetico CREA.

✔ Peso 1000 cariossidi

Parametro chiave per:

  • potenziale produttivo

  • vigore del seme

  • efficienza di raccolta

✔ Incidenza glumelle

Indicatore della resa reale post-svestitura.

✔ SDS sedimentation e volume specifico

Parametro centrale per la qualità proteica.

Qui la tesi entra nel cuore del discorso tecnologico:

  • Il monococco presenta volumi di sedimentazione elevati

  • conferma una qualità proteica strutturalmente diversa dai frumenti moderni

Questo dato è coerente con gli studi immunologici successivi su ID331.

5. Analisi reologiche: il cuore tecnologico

La tesi include:

  • Farinografo Brabender

  • Alveografo Chopin

  • Gluten Index

  • Indice di Hagberg

  • Glutine secco

Questo è un punto cruciale:
Molti studi sul monococco si fermano alla nutrizione.
Qui invece si entra nella panificazione reale.

Risultati generali:

  • W basso

  • Gluten Index basso

  • impasti poco tenaci

  • elevato rammollimento

Ma attenzione:

Non si tratta di “difetti”, bensì di un profilo strutturale coerente con farine antiche.

La tesi dimostra che:

  • Il monococco non può essere giudicato con i parametri del frumento moderno.

  • È necessario un adattamento tecnologico (lievitazioni naturali, basse idratazioni, processi artigianali).

Questo è un contributo fondamentale.