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Grani, immunogenicità e forza del glutine: basi genetiche e marker applicativi

by luciano

(approfondimento 4 di Potenziale genetico e condizioni di processo nella determinazione della forza del glutine, della digeribilità e dell’immunogenicità)

Quando si crea un grano nuovo si cercano grani forti

Nel breeding diventa centrale, perché:
se vuoi aumentare la probabilità di ottenere linee “forti”, selezioni genitori con alleli/subunità favorevoli;
poi, nelle progenie, usi test rapidi (e sempre più spesso marker molecolari/proteomica rapida) per scegliere le linee migliori.
Esempi chiari:

Linee quasi isogeniche (NILs) o linee con delezioni mirate: servono proprio a isolare l’effetto di una HMW-GS sulla forza/elasticità dell’impasto. Un lavoro recente mostra che l’assenza di singole HMW-GS riduce elasticità/forza e cambia parametri alveografici. (ScienceDirect)
Studi su popolazioni (DH lines) che confrontano combinazioni di HMW-GS e il loro effetto su tratti di qualità: mostrano che l’effetto non è solo “presenza/assenza”, ma anche interazioni tra subunità. (PLOS)
Screening accelerato di linee di breeding con test rapidi di forza del glutine: utile perché nel breeding devi valutare migliaia di campioni. (MDPI)

Grani con minor potenziale genetico ma con più capacità di creare nuovi legami.
Il “potenziale genetico” (subunità, cisteine, rapporto frazioni) imposta un tetto: se mancano certe componenti strutturali, non puoi costruire una rete enorme dal nulla.
Però la “capacità di esprimere” quel potenziale dipende anche da fattori che cambiano tra varietà e lotti: accessibilità dei gruppi reattivi, cinetica di scambio tiolo-disolfuro, distribuzione iniziale delle frazioni polimeriche, ecc.
È per questo che, in pratica, si usano anche proxy come GMP e analisi di frazioni polimeriche per capire quanto la rete si sviluppa davvero. (ResearchGate)
Queste differenze biologiche si traducono nella possibilità di utilizzare specifici marker genetici e proteomici come strumenti predittivi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marker pratici (usabili anche in ambito professionale)
1) Profilo HMW-GS ai loci Glu-1 (Glu-A1 / Glu-B1 / Glu-D1)
Che cos’è: quali subunità HMW-GS sono presenti (es. a Glu-D1: 5+10 vs 2+12).
Perché conta: alcune combinazioni sono ripetutamente associate a migliori proprietà reologiche e panificatorie; in particolare l’allele 5+10 (Glu-D1d) e 17+18 (Glu-B1i) sono spesso riportati tra i più “efficaci”. (PMC)
Come si misura (pratico): SDS-PAGE; in contesti di screening anche MALDI-TOF. (PMC)
2) Rapporto “polimeriche vs monomeriche” (P/M) o quota di polimeri ad alto PM (SE-HPLC / estrattabilità)
Che cos’è: quanta proteina è in forma polimerica (glutenine, soprattutto ad alto PM) rispetto a frazioni più piccole/monomeriche.
Perché conta: più quota polimerica (e soprattutto polimeri grandi) → maggiore “telaio” elastico potenziale.
Come si misura: SE-HPLC (distribuzione dimensionale), oppure proxy di estrattabilità (SDS-solubile vs SDS-insolubile).
3) GMP / UPP (glutenin macropolymer; unextractable polymeric protein)
Che cos’è: frazione di polimeri molto grandi (spesso SDS-insolubili) considerata strettamente legata alla forza del network.
Perché conta: è uno dei proxy più usati per “quanto network polimerico” si può costruire ed esprimere.
4) Contenuto di tioli liberi (–SH) e stato redox
Che cos’è: quanti gruppi –SH sono liberi (e quindi potenzialmente coinvolgibili nello scambio tiolo–disolfuro).
Perché conta: non dice “quanto sarà alto W”, ma aiuta a capire la dinamica di riorganizzazione dei disolfuri (esprimibilità del potenziale), cioè quanto facilmente la rete può rimodellarsi.
Esempi documentati
A) Esempio (pane): cultivar nominate in uno studio con glutine moderato-forte
Uno studio su varietà indiane che incrocia marcatori e valutazioni reologiche indica che solo quattro varietà tra quelle analizzate combinavano alto contenuto proteico e glutine moderatamente forte: K307, DBW39, NI5439, DBW17. (PMC)

Nota: questo è un esempio “con nomi” dentro un lavoro specifico (utile come prova che la letteratura elenca cultivar), ma ovviamente è relativo al germoplasma e al contesto di quello studio.
B) Esempio (Italia, duro): varietà nominate e differenze di composizione (glutenine/gliadine)
In un lavoro su genotipi di frumento duro, vengono citate varietà come Svevo e Saragolla (più alte in glutenine e più basse in gliadine nel set considerato) e Cappelli con comportamento opposto nel confronto riportato. (doi.org)
Questo tipo di evidenza è utile perché collega composizione di partenza (rapporto frazioni) a un profilo potenzialmente più o meno favorevole per “glutine forte”.

C) Esempio (Italia, duro): qualità tecnologica e W su “vecchie cultivar”
Uno studio valuta cultivar “storiche” di duro con misure tecnologiche includendo W (alveografo) per discutere se la qualità delle vecchie cultivar sia comparabile alle moderne. (PMC)
(Lo studio è utile perché mostra che la domanda “quali cultivar hanno W alto” viene affrontata sperimentalmente su set varietali reali.)

Monococco (piccolo farro): proprietà e caratteristiche reologiche degli impasti

by luciano

La presenza o l’assenza di proteine specifiche, le quantità di proteine del glutine e il rapporto tra gliadine e glutenine e la tipologia delle proteine del glutine determinano le proprietà dell’impasto e le sue prestazioni [1] e queste caratteristiche possono essere molto diverse, in termini di qualità e quantità, secondo le accessioni.

Punti salienti dalla letteratura scientifica:

Le accessioni di grano monococco possono avere contenuti fortemente diversi di proteine anche nelle stesse condizioni di coltivazione [2]
Le farine di grano monococco hanno un contenuto relativamente elevato di gliadine rispetto al contenuto di glutine. Anche il contenuto di gliadine o glutenine può raddoppiare tra le diverse accessioni.
Il rapporto tra gliadine e glutenine può anche triplicare tra diverse accessioni.
Gli α-gliadine sono più abbondanti delle γ-gliadine: possono anche essere il doppio delle γ-gliadine.
Il contenuto di ω5-gliadine è molto elevato per il grano monococco rispetto al grano comune. Anche la quantità di ω5-gliadine può triplicare tra le diverse accessioni. Nell’accessione ID331 le ω5-gliadine sono assenti.
Nelle farine di grano monococco le proteine HMW-GS presentano un contenuto molto basso rispetto al grano tenero. Le proteine HMW-GS possono anche raddoppiare tra diverse accessioni.
LMW-GS è il tipo di proteina più presente nelle frazioni di glutenina. Le proteine LMW-GS possono anche raddoppiare diverse accessioni.

L’influenza del genotipo sulle proporzioni di gliadine, glutine e i diversi tipi di proteine del glutine rispetto alle proteine totali può essere molto forte. Le gliadine rappresentano l’80-94% delle proteine totali del glutine, le glutenine rappresentano il 6-20% delle proteine totali del glutine.

La quantità di proteine HMWGS, essenziali per la creazione della rete dei polimeri per glutine [21], è di gran lunga inferiore rispetto al grano tenero. La loro quantità può anche essere inferiore di circa il 4%.

Queste caratteristiche (fortemente influenzate dal genotipo [4]) si riflettono in modo decisivo sulle caratteristiche reologiche, influenzando:

La formazione dell’impasto che ha una stabilità molto bassa (il tempo di sviluppo dell’impasto è negativamente correlato al rapporto tra gliadine e glutenine e positivamente con il contenuto di glutenine) e una scarsa capacità di lievitazione (a causa della debolezza della rete glutinica che ha una capacità di espansione molto limitata).
• Il risultato finale: forma di pagnotta, struttura della mollica e volume del pane (il volume dipende principalmente dal contenuto delle proteine HMW; e poco dal rapporto gliadine con glutenine).
• Esistono, però, anche genotipi con un’ottima attitudine alla panificazione (Saponaro et al., 1995; Borghi et al., 1996)

Altro:
• Il glutine della farina del grano monococco ha un’alta capacità di ritenzione di gas e una bassa capacità di ritenzione idrica (D’Egidio et al. 1993)
• Gli impasti preparati con farina di grano monococco mostrano anche caratteristiche reologiche inferiori e sono appiccicosi e difficili da maneggiare meccanicamente (Yamashita et al. 1957)
• La testure del pane realizzato con farina di grano monococco ha una consistenza molto morbida (Pogna et al. 2002)
• A differenza del grano tenero, la qualità del pane realizzato con farina di grano monococco non è influenzata dal contenuto delle proteine totali del glutine, mentre altri parametri come il contenuto di glutenina e il rapporto tra gliadine e glutine sono importanti quanto per il grano comune [5].
Nota:
From the “Studies on the protein composition and baking quality of einkorn lines Herbert Wieser · Karl-Josef Mueller · Peter Koehler”
“The absence of a group of γ-gliadins at the beginning of the γ-gliadin elution region was unique for einkorn compared to all other wheat species. “
Questa caratteristica ne permette la classificazione in quattro gruppi; ulteriore sottodivisione è possibile analizzando il numero di ω5-gliadine presenti e le subunità delle glutenine a basso peso molecolare.

References
1. Kieffer R, Wieser H, Henderson MH, Graveland A (1998) J Cereal Sci 27:53–60
2. Brandolini A, Hidalgo A, Moscaritolo S (2008) J Cereal Sci 47:599–609
3. Wieser H, Bushuk W, MacRitchie F (2006) In: Wrigley C, Bekes F, Bushuk W (eds) Gliadin and glutenin—the unique balance of wheat quality. AACC International, St. Paul, pp 213–240
4. Borghi B, Castagna R, Corbellini M, Heun M, Salamini F (1996) Cereal Chem 73:208–214
5. Abdel-Aal E-SM, Hucl P, Sosulski FW, Bhirud PR (1997) J Cereal Sci 26:363–370

Keywords:
proprietà dell’impasto di farina di grano monococco;
prestazioni dell’impasto di farina di grano monococco
gliadine;
glutenine;
rapporto tra gliadine e glutenine;
α-gliadine;
γ-gliadine;
ω5-gliadine;
tempo di sviluppo dell’impasto di farina di grano monococco
pagnotta di farina di grano monococco;
texture della pagnotta di farina di grano monococco;
volume della pagnotta di farina di grano monococco e proteine HMW;
elevata capacità di ritenzione di gas dell’impasto di farina di grano monococco;
scarsa capacità di ritenzione idrica dell’impasto di farina di grano monococco;

Grano monococco: sua caratterizzazione per la produzione di pane e biscotti in relazione alla composizione della subunità proteica

by luciano

La ricerca ha evidenziato, attraverso test per la realizzazione di pane e biscotti, le migliori varietà di monococco tra le 24 prese in esame: tra queste le varietà ID140, ID280 e Id361 sono risultate le migliori per entrambi gli usi.

La ricerca riporta anche come, per le proprietà reologiche delle farine sia importante la presenza o assenza di un numero molto limitato di subunità della proteina di riserva evidenziando l’importanza delle LMW-GS (glutenine a basso peso molecolare) nella qualità della panificazione “.

Einkorn Characterization for Bread and Cookie Production in Relation to Protein Subunit Composition M. Corbellini, S. Empilli, P. Vaccino, A. Brandolini, B. Borghi, M. Heun, and F. Salamini. Cereal Chem. 76(5):727–733

Abstract
“Twenty-four einkorns were evaluated for agronomic traits in Italy and in Germany in replicated plot trials. After dehulling and milling, the harvested kernels, flour protein content, sedimentation volume, falling number, carotenoid, and dry gluten content were determined. Farinograph profiles were obtained with a farinograph and baking and cookie quality were evaluated with standard microtests. Significant differences in yield potential were observed between the two locations, with a three-fold increase in Germany as compared with Italy. One of the einkorn lines (ID529) had farinograph stability and degree of softening indices better than those of the control bread wheat. All the samples analyzed for breadmaking aptitude showed some degree of stickiness, but it was possible to handle the dough during the different steps of breadmaking. On average, cookies produced with einkorn flour were larger in diameter and thinner than those produced with soft wheat flour. The composition in α, β and γ-gliadins and in high molecular weight glutenin subunits was similar in all the lines. In contrast, the pattern exhibited in low molecular weight glutenin subunits correlated strictly with baking quality. In particular, the lines with bands arbitrarily designated a and b showed a high breadmaking poten- tial, while the lines lacking these bands had an ample range of variability but, on average, a much lower baking potential. Our data point to a simple genetic control of the breadmaking aptitude and indicate einkorn not only as a promising source of specialty foods but also as an ideal species for genetic investigations on wheat quality”.

NOTE:
LMW-GS: Glutenine a basso peso molecolare

Tabella estratta dalla ricerca:

Caratterizzazione elettroforetica delle proteine di riserva: glutenine e gliadine. Esse rappresentano, con le diverse rispettive bande, l’impronta genetica che ne definisce ed individua la varietà. (Tabella estratta dalla ricerca)