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Digitopressione e dolore viscerale intestinale: tre punti utilizzati per modulare i sintomi digestivi

by luciano

La digitopressione è una tecnica manuale che consiste nell’applicare una pressione controllata con le dita su specifiche aree del corpo. Questa pratica deriva dalla medicina tradizionale cinese ed è strettamente collegata all’agopuntura, con la differenza che non utilizza aghi.

Negli ultimi anni alcune ricerche hanno cercato di comprendere se la stimolazione di determinati punti cutanei possa influenzare la funzione dell’intestino e la percezione del dolore viscerale. Sebbene la digitopressione non venga considerata un trattamento principale delle patologie gastrointestinali, diversi studi suggeriscono che la stimolazione di alcuni punti possa contribuire a modulare la motilità intestinale, la sensibilità viscerale e l’attività del sistema nervoso autonomo.

Tra i punti più studiati e frequentemente utilizzati nei disturbi digestivi vi sono ST36 (Zusanli), CV12 (Zhongwan) e SP6 (Sanyinjiao). Questi punti si trovano in diverse regioni del corpo e sono associati, nella medicina tradizionale cinese, alla regolazione della funzione digestiva e dell’equilibrio dell’organismo.

ST36 (Zusanli)

Tra i punti più studiati nella letteratura scientifica sull’agopuntura e sulla digitopressione applicate ai disturbi gastrointestinali, uno dei più citati è il punto ST36, chiamato Zusanli nella medicina tradizionale cinese. Questo punto è stato oggetto di numerosi studi sperimentali e clinici perché sembra influenzare la funzione digestiva e la regolazione del sistema nervoso autonomo.

Dove si trova il punto ST36

Il punto ST36 si trova sulla parte anteriore della gamba.

Per individuarlo:

  • si parte dal bordo inferiore della rotula (ginocchio)

  • si scende di circa quattro dita sotto la rotula

  • il punto si trova leggermente all’esterno della tibia, nel muscolo della gamba.

È un punto relativamente facile da individuare e viene spesso utilizzato sia nella digitopressione sia nell’agopuntura.

Come si applica la digitopressione su ST36

La stimolazione di questo punto può essere effettuata con una pressione moderata delle dita.

Una modalità semplice consiste nel:

  1. Sedersi in una posizione comoda.

  2. Individuare il punto ST36 sulla gamba.

  3. Applicare una pressione con il pollice o con l’indice.

  4. Eseguire piccoli movimenti circolari o mantenere una pressione costante.

  5. Continuare la stimolazione per circa 1–2 minuti su ciascuna gamba.

La pressione dovrebbe essere percepita come intensa ma non dolorosa.

Perché questo punto è studiato nella fisiologia digestiva

Diversi studi sperimentali hanno osservato che la stimolazione del punto ST36 può influenzare alcune funzioni gastrointestinali.

Tra gli effetti osservati vi sono:

  • modulazione della motilità gastrica e intestinale

  • riduzione della sensibilità viscerale

  • influenza sull’attività del sistema nervoso autonomo

  • possibile aumento dell’attività del nervo vago.

Alcuni studi sperimentali suggeriscono che la stimolazione di ST36 possa attivare circuiti neurofisiologici che collegano il sistema nervoso periferico con i centri nervosi che regolano la funzione digestiva.

Studi nei disturbi gastrointestinali funzionali

La stimolazione di ST36 è stata studiata in diversi contesti clinici, tra cui:

  • dispepsia funzionale

  • sindrome dell’intestino irritabile (IBS)

  • nausea e disturbi della motilità gastrica.

Alcuni studi clinici e revisioni sistematiche hanno suggerito che la stimolazione di questo punto, tramite agopuntura o tecniche manuali, possa contribuire a ridurre sintomi come dolore addominale, gonfiore e alterazioni della motilità intestinale.

Tuttavia, come per molte tecniche di medicina complementare, i risultati degli studi non sono sempre uniformi e sono necessari ulteriori studi controllati per confermare con maggiore precisione l’efficacia clinica.

CV12 (Zhongwan)

Oltre al punto ST36 situato sulla gamba, un altro punto frequentemente utilizzato nella digitopressione e nell’agopuntura per i disturbi digestivi è il punto CV12, chiamato Zhongwan nella medicina tradizionale cinese.

Questo punto si trova direttamente sull’addome ed è tradizionalmente associato alla regolazione delle funzioni dello stomaco e dell’apparato digerente. Per questo motivo è spesso utilizzato nei disturbi gastrointestinali come dolore addominale, gonfiore, tensione addominale o difficoltà digestive.

Dove si trova il punto CV12

Il punto CV12 è situato lungo la linea mediana dell’addome.

Per individuarlo:

  • si prende come riferimento la linea che collega lo sterno all’ombelico

  • il punto si trova circa a metà tra la parte inferiore dello sterno e l’ombelico

  • è localizzato sulla linea centrale dell’addome, nella regione epigastrica.

Questa posizione lo rende facilmente accessibile e semplice da stimolare anche autonomamente.

Come applicare la digitopressione su CV12

La stimolazione di questo punto deve essere eseguita con una pressione moderata e controllata.

Una modalità semplice può essere la seguente:

  1. Sdraiarsi sulla schiena o sedersi in una posizione rilassata.

  2. Individuare il punto CV12 nella parte centrale dell’addome.

  3. Appoggiare una o due dita sulla zona.

  4. Applicare una pressione lenta e costante.

  5. Mantenere la pressione o eseguire piccoli movimenti circolari per circa 1–2 minuti.

Durante la stimolazione è utile mantenere una respirazione lenta e profonda per favorire il rilassamento della parete addominale.

Possibili effetti fisiologici

Alcuni studi suggeriscono che la stimolazione di punti addominali come CV12 possa influenzare la funzione digestiva attraverso diversi meccanismi neurofisiologici.

Tra i possibili effetti osservati vi sono:

  • modulazione della motilità gastrica e intestinale

  • riduzione della distensione addominale

  • modulazione della sensibilità viscerale

  • influenza sull’attività del sistema nervoso autonomo.

Poiché la regione epigastrica è ricca di connessioni nervose e recettori sensoriali, la stimolazione manuale di quest’area può attivare circuiti nervosi che collegano l’apparato digerente al sistema nervoso centrale.

Il ruolo dell’asse cervello-intestino

Gli effetti della digitopressione non dipendono soltanto da una stimolazione locale dei tessuti. L’intestino e il cervello comunicano continuamente attraverso l’asse cervello-intestino, che coinvolge il sistema nervoso autonomo, il sistema nervoso enterico e diversi mediatori neurochimici.

La stimolazione sensoriale dell’addome può quindi influenzare la percezione del dolore viscerale anche attraverso meccanismi di modulazione centrale. In altre parole, segnali provenienti dalla pelle e dai tessuti addominali possono interferire con la trasmissione dei segnali dolorosi provenienti dagli organi interni.

Questo tipo di modulazione sensoriale è uno dei motivi per cui tecniche manuali come massaggi addominali, digitopressione o esercizi respiratori possono contribuire ad alleviare temporaneamente il dolore intestinale.

SP6 (Sanyinjiao)

Un altro punto spesso utilizzato nella digitopressione e nell’agopuntura per i disturbi digestivi e addominali è il punto SP6, chiamato Sanyinjiao nella medicina tradizionale cinese.

Questo punto è considerato particolarmente interessante perché si trova in una zona del corpo dove convergono diversi percorsi nervosi e vascolari ed è stato studiato in relazione alla regolazione di diverse funzioni fisiologiche.

Nella medicina tradizionale cinese SP6 è associato alla regolazione di diversi organi interni, tra cui apparato digerente, sistema genito-urinario e sistema endocrino. Nella letteratura scientifica occidentale, invece, l’interesse per questo punto deriva soprattutto dalla possibilità che la sua stimolazione influenzi la regolazione del sistema nervoso autonomo e la percezione del dolore viscerale.

Dove si trova il punto SP6

Il punto SP6 si trova nella parte interna della gamba.

Per individuarlo:

  • si prende come riferimento il malleolo interno della caviglia

  • si sale di circa quattro dita sopra il malleolo

  • il punto si trova dietro il bordo interno della tibia, nella zona muscolare della gamba.

Questa posizione lo rende relativamente facile da individuare e da stimolare anche autonomamente.

Come applicare la digitopressione su SP6

La digitopressione su questo punto può essere effettuata applicando una pressione moderata con il pollice.

Una modalità semplice consiste nel:

  1. Sedersi in una posizione comoda.

  2. Individuare il punto SP6 sulla parte interna della gamba.

  3. Applicare una pressione con il pollice.

  4. Effettuare piccoli movimenti circolari o mantenere una pressione costante.

  5. Continuare la stimolazione per circa 1–2 minuti su ciascuna gamba.

La pressione dovrebbe essere percepita come intensa ma non dolorosa.

Possibili effetti fisiologici

Alcune ricerche suggeriscono che la stimolazione del punto SP6 possa influenzare diversi aspetti della fisiologia viscerale.

Tra i possibili effetti osservati vi sono:

  • modulazione della sensibilità viscerale

  • possibile influenza sulla motilità intestinale

  • regolazione dell’attività del sistema nervoso autonomo

  • riduzione della percezione del dolore addominale.

Questi effetti potrebbero essere legati alla stimolazione di fibre nervose sensoriali che trasmettono segnali al midollo spinale e al cervello, contribuendo alla modulazione dei circuiti che regolano la percezione del dolore viscerale.

Il collegamento con l’asse cervello-intestino

Come nel caso di altri punti utilizzati nella digitopressione o nell’agopuntura, gli effetti della stimolazione di SP6 non dipendono esclusivamente da una stimolazione locale dei tessuti.

Il sistema digestivo è infatti strettamente collegato al sistema nervoso centrale attraverso l’asse cervello-intestino, un sistema di comunicazione bidirezionale che coinvolge il sistema nervoso autonomo, il sistema nervoso enterico e diversi mediatori neurochimici.

La stimolazione sensoriale della pelle e dei tessuti profondi può quindi influenzare la percezione del dolore viscerale attraverso meccanismi di modulazione nervosa sia periferica sia centrale.

Digitopressione come approccio complementare

La digitopressione su punti come ST36, CV12 e SP6 non rappresenta un trattamento medico principale per i disturbi gastrointestinali. Tuttavia può essere utilizzata come intervento complementare per migliorare la gestione dei sintomi digestivi.

In particolare può essere integrata con altre strategie utilizzate nei disturbi dell’asse cervello-intestino, come:

  • tecniche di respirazione diaframmatica

  • tecniche di rilassamento

  • attività fisica regolare

  • interventi nutrizionali mirati.

L’obiettivo di questi approcci è quello di agire contemporaneamente su diversi livelli della regolazione intestinale: la motilità digestiva, la sensibilità viscerale e la modulazione del sistema nervoso autonomo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riferimenti scientifici

Emeran A. Mayer (2011). Gut feelings: the emerging biology of gut–brain communication. Nature Reviews Neuroscience. DOI: 10.1038/nrn3071

A. D. Farmer; Qasim Aziz (2013). Visceral pain hypersensitivity in functional gastrointestinal disorders. Gut. DOI: 10.1136/gutjnl-2012-302724

A. C. Ford et al. (2017). Irritable bowel syndrome. The Lancet. DOI: 10.1016/S0140-6736(17)31548-8