La scienza dietro pane e pizza (I parte)
Biochimica, reologia e microbiologia della fermentazione e della matrice amido-proteica
Il presente testo analizza i fondamenti biochimici, reologici e microbiologici alla base della produzione di pane e pizza. Vengono esaminati il ruolo delle proteine del glutine (gliadine e glutenine), i sistemi fermentativi (lievito di birra e pasta acida), le variabili di dosaggio e tempo e le metodiche di impasto diretto e indiretto. L’approccio adottato è di tipo tecnologico-funzionale, con particolare attenzione alle implicazioni strutturali, aromatiche, digestive e di conservabilità del prodotto finito.
Capitolo I – Architettura proteica dell’impasto: gliadine, glutenine e maglia glutinica
Quando impastiamo farina e acqua, non stiamo solo mescolando ingredienti: stiamo attivando un sistema proteico complesso che determina struttura, consistenza e risultato finale. Alla base di tutto c’è il glutine, una rete tridimensionale che nasce dall’interazione tra due famiglie di proteine del grano: gliadine e glutenine. Capire il loro equilibrio significa comprendere perché un impasto per pizza si stende facilmente mentre quello per pane deve sostenere una struttura alta e alveolata.
1️⃣ La maglia glutinica: un equilibrio dinamico
Il glutine non esiste “già formato” nella farina. Si crea quando:
Glutenina + Gliadina + Acqua + Impastamento = Maglia glutinica
L’acqua idrata le proteine, l’energia meccanica dell’impastamento le fa interagire, e si forma una rete elastica capace di intrappolare i gas della lievitazione. Ma le due proteine svolgono ruoli diversi e complementari.
2️⃣ Il ruolo delle glutenine: forza ed elasticità
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Glutenine – Effetti strutturali |
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Le glutenine conferiscono |
Elasticità (capacità di tornare alla forma iniziale) |
Tenacità (resistenza alla deformazione) |
Struttura |
|
Un impasto ricco di glutenine |
È più resistente |
Trattiene meglio i gas |
Sviluppa volume in altezza |
|
Se sono eccessive |
Troppo tenace |
Difficile da stendere |
Effetto “molla” |
3️⃣ Il ruolo delle gliadine: estensibilità e viscosità
Le gliadine sono responsabili di:
-
Estensibilità (capacità di allungarsi senza strapparsi)
-
Malleabilità
-
Viscosità
Grazie alle gliadine, l’impasto:
-
Si stende facilmente
-
Non si lacera durante la lavorazione
-
Mantiene una buona lavorabilità
Se prevalgono troppo, però, l’impasto:
-
Diventa molle
-
Si “siede”
-
Fatica a mantenere la forma
4️⃣ Pizza: serve estensibilità
Nel caso della pizza, l’obiettivo è ottenere un disco sottile che:
-
Si stenda facilmente
-
Non si strappi
-
Non torni indietro durante la formatura
L’estensibilità è quindi fondamentale. Un impasto troppo ricco di glutenine sarebbe “gommoso” e difficile da aprire.
Per questo le farine per pizza (spesso di grano tenero) sono progettate per avere:
-
Un buon equilibrio tra forza ed estensibilità
-
Un rapporto P/L (tenacità/estensibilità) equilibrato o leggermente spostato verso l’estensibilità
Se l’impasto è troppo tenace, si può intervenire con:
-
Maggiore maturazione (riposo più lungo)
-
Aumento dell’idratazione
-
Scelta di una farina con P/L più basso
In sintesi: più estensibilità = stesura facile e buona alveolatura.
5️⃣ Pane: serve forza strutturale
Perché il pane ha bisogno di più glutenine?
Il pane ha un obiettivo diverso: svilupparsi in altezza e sostenere una struttura interna ricca di alveoli.
Qui entrano in gioco:
-
Elasticità
-
Tenuta strutturale
-
Capacità di trattenere i gas della fermentazione
Un impasto per pane necessita quindi di una maglia glutinica più robusta, con una componente maggiore di glutenine.
Se prevalgono troppo le gliadine:
-
L’impasto diventa debole
-
Si allarga invece di crescere
-
Il pane risulta basso e poco strutturato
In sintesi: più glutenine = più forza e sviluppo verticale.
6️⃣ L’equilibrio è la chiave
Il punto fondamentale non è “quale proteina è migliore”, ma il loro rapporto.
-
Troppa glutenina → impasto tenace, duro da stendere
-
Troppa gliadina → impasto molle e poco stabile
-
Equilibrio corretto → struttura elastica ed estensibile
La differenza tra pizza e pane sta proprio in questo bilanciamento:
|
Prodotto |
Caratteristica dominante |
Rapporto proteico |
|---|---|---|
|
Pizza |
Estensibilità |
Buona presenza di gliadine |
|
Pane |
Forza ed elasticità |
Maggiore componente di glutenine |
7️⃣ In conclusione
-
Pizza → più estensibilità (gliadine)
-
Pane → più forza ed elasticità (glutenine)
La qualità di un impasto non dipende solo dalla quantità di proteine, ma dalla loro interazione, dalla lavorazione, dall’idratazione e dai tempi di maturazione. Ogni volta che stendiamo una pizza o modelliamo un pane, stiamo lavorando con un delicato equilibrio molecolare: una vera architettura proteica che trasforma farina e acqua in una struttura viva, elastica ed estensibile.
Capitolo II – Fermentazione in panificazione e pizzeria professionale
Ruolo del lievito di birra e della pasta acida, quantità, tempo e metodiche di impasto
1. Introduzione
La fermentazione rappresenta il cuore biologico e tecnologico della panificazione e della pizzeria professionale. Non si limita alla produzione di gas per l’aumento di volume dell’impasto, ma determina in modo profondo:
-
Struttura meccanica
-
Estensibilità
-
Alveolatura
-
Profilo aromatico
-
Digeribilità
-
Conservabilità
Il professionista non gestisce semplicemente una “lievitazione”, ma un processo biochimico complesso in cui interagiscono:
-
Microrganismi
-
Enzimi endogeni della farina
-
Proteine del glutine
-
Amidi
-
Tempo
-
Temperatura
Questo capitolo analizza in modo sistematico il ruolo del lievito di birra e della pasta acida, l’influenza del dosaggio e del tempo fermentativo, e l’impatto delle metodiche (impasto diretto e indiretto con biga) sul prodotto finito.
2. Il ruolo del lievito di birra
2.1 Natura microbiologica
Il lievito di birra è costituito prevalentemente da Saccharomyces cerevisiae, microrganismo unicellulare capace di metabolizzare gli zuccheri semplici presenti nell’impasto.
La fermentazione alcolica produce:
-
Anidride carbonica (CO₂)
-
Etanolo
-
Metaboliti secondari (esteri, alcoli superiori, aldeidi)
La CO₂ viene trattenuta dalla maglia glutinica e genera l’aumento di volume.
2.2 Effetti tecnologici
Il lievito di birra:
-
Fornisce gas per lo sviluppo strutturale
-
Stimola l’attività enzimatica indirettamente
-
Influenza il ritmo fermentativo
-
Determina parte del profilo aromatico
Non modifica significativamente il pH dell’impasto (acidità limitata), pertanto l’effetto sulla struttura proteica è principalmente meccanico e fermentativo, non acidificante.
3. Il ruolo della pasta acida
3.1 Natura microbiologica
La pasta acida è un ecosistema composto da:
-
Lieviti selvaggi
-
Batteri lattici (omo- ed eterofermentanti)
Questi microrganismi producono:
-
CO₂
-
Acido lattico
-
Acido acetico
-
Enzimi proteolitici
-
Composti aromatici complessi
3.2 Effetti tecnologici
|
L’attività combinata di lieviti e batteri |
|
| L’attività combinata di lieviti e batteri determina | L’acidità controllata di lieviti e batteri influenza direttamente |
|
Acidificazione progressiva (riduzione del pH) |
Elasticità |
|
Modifica della struttura del glutine |
Estensibilità |
|
Attivazione di proteasi |
Conservabilità |
|
Migliore stabilità microbiologica |
Profondità aromatica |
4. Quantità e tempo: principi generali
4.1 Relazione tra dosaggio e velocità
La quantità di agente fermentante regola:
-
Velocità di produzione di CO₂
-
Intensità metabolica
-
Durata del processo
Principio fondamentale:
-
Più lievito → fermentazione rapida
-
Meno lievito → fermentazione lenta
Tuttavia, la velocità non coincide con la maturazione.
4.2 Il tempo come variabile chiave
Il tempo consente:
-
Degradazione enzimatica degli amidi (amilasi)
-
Parziale idrolisi proteica
-
Riorganizzazione della rete glutinica
-
Formazione di metaboliti aromatici
Una fermentazione breve può produrre volume, ma non necessariamente maturazione strutturale e biochimica.
5. Effetti sulla digeribilità
5.1 Definizione tecnica
Per digeribilità si intende:
-
Riduzione del carico fermentabile intestinale
-
Parziale predigestione di amidi e proteine
-
Migliore organizzazione strutturale della mollica
Non implica assenza di glutine, ma trasformazione biochimica più avanzata.
5.2 Lievito di birra
|
Dosaggio Lievito di Birra |
|
| Dosaggio alto + tempo breve | Dosaggio basso + tempo lungo |
|
Maturazione limitata |
Maggiore maturazione |
|
Minore attività enzimatica |
Migliore degradazione enzimatica |
|
Maggiore presenza di zuccheri residui |
Impasto biochimicamente evoluto |
|
Possibile sensazione di pesantezza |
Sensazione di maggiore leggerezza |
5.3 Pasta acida
La fermentazione con pasta acida determina:
-
Riduzione progressiva del pH (acidificazione controllata)
-
Incremento dell’attività proteolitica (enzimi endogeni + attività microbica)
-
Parziale idrolisi delle proteine del glutine
-
Maggiore degradazione degli zuccheri fermentabili
-
Modificazione delle proprietà reologiche della maglia glutinica
Effetti tecnologici e fisiologici misurabili
Le fermentazioni prolungate con pasta acida comportano:
-
Riduzione del contenuto di carboidrati fermentabili residui
-
Parziale predigestione proteica
-
Migliore organizzazione strutturale della mollica
-
Rallentamento della risposta glicemica rispetto a fermentazioni brevi
-
Maggiore stabilità microbiologica del prodotto
L’insieme di questi fattori può determinare:
-
Riduzione del carico fermentativo intestinale
-
Minore produzione di gas a livello intestinale rispetto a impasti a fermentazione rapida
La risposta fisiologica individuale può variare in funzione di condizioni personali, ma i meccanismi biochimici sopra descritti sono oggettivamente misurabili.
6. Effetti su pizza e pane
6.1 Pizza
|
Obiettivi strutturali |
||||
|
Obiettivi strutturali |
Elevata estensibilità |
Assenza di effetto “molla” |
Cornicione alveolato |
Scioglievolezza |
|
Strategia tipica |
Dosaggio molto basso di lievito |
Maturazione lunga (24–72 ore) |
Controllo della temperatura |
|
|
Risultati |
Maggiore estensibilità |
Aroma più complesso |
Minore sensazione di gonfiore |
|
6.2 Pane
|
Obiettivi strutturali |
||||
|
Obiettivi strutturali generali |
Sviluppo verticale |
Stabilità della mollica |
Conservabilità |
|
|
Obiettivi con lievito di birra |
Struttura regolare |
Aroma delicato |
||
|
Obiettivi con pasta acida |
Alveolatura irregolare |
Crosta spessa |
Aroma profondo |
Maggiore shelf life |
7. Metodiche di impasto
7.1 Impasto diretto
7.1.1 Definizione
Tutti gli ingredienti vengono miscelati in un’unica fase.
7.1.2 Dinamica fermentativa
-
Idratazione completa immediata
-
Fermentazione unica
-
Struttura costruita progressivamente
7.1.3 Effetti sul prodotto
|
Effetti sul prodotto |
||
|
Texture |
Mollica omogenea |
Alveolatura regolare |
|
Aroma |
Profilo lineare |
Minore complessità |
|
Digeribilità |
Buona se accompagnata da tempi lunghi |
Inferiore se fermentazione breve |
|
Shelf life |
Raffermamento più rapido |
Minore acidificazione protettiva |
7.2 Impasto indiretto con biga
7.2.1 Definizione
Prefermento solido (45–50% idratazione) con:
-
Farina
-
Acqua
-
Piccola quantità di lievito
Fermentazione 16–24 ore prima dell’impasto finale.
7.2.2 Dinamica biochimica
Durante la maturazione della biga:
-
Attivazione enzimatica anticipata
-
Produzione di acidi organici leggeri
-
Pre-maturazione del glutine
-
Sviluppo di precursori aromatici
7.2.3 Effetti sul prodotto
|
Effetti sul prodotto |
|||
|
Texture |
Alveolatura ampia e irregolare |
Maggiore leggerezza |
Crosta più croccante |
|
Aroma |
Maggiore complessità |
Profumi lattici leggeri |
Intensificazione delle note tostate |
|
Digeribilità |
Impasto già parzialmente maturato |
Minore carico fermentabile residuo |
— |
|
Shelf life |
Migliore ritenzione di umidità |
Raffermamento rallentato |
Persistenza aromatica superiore |
8. Confronto sistemico
|
Variabile |
Diretto |
Biga |
|---|---|---|
|
Struttura |
Regolare |
Aria e leggerezza |
|
Aroma |
Lineare |
Complesso |
|
Digeribilità |
Dipende dal tempo |
Generalmente superiore |
|
Conservabilità |
Media |
Maggiore |
|
Complessità gestionale |
Bassa |
Media/Alta |
9. Principio integrato di progettazione
In ambito professionale, la progettazione dell’impasto considera simultaneamente:
-
Tipo di agente fermentante
-
Dosaggio
-
Tempo
-
Temperatura
-
Metodica (diretta o indiretta)
Non esiste una soluzione universalmente migliore, ma un equilibrio coerente con:
-
Identità del prodotto
-
Obiettivi sensoriali
-
Struttura desiderata
-
Organizzazione produttiva
10. Conclusione
La fermentazione non è un passaggio accessorio, ma un processo di trasformazione strutturale e biochimica. La quantità di lievito, la scelta tra lievito di birra e pasta acida, il tempo di maturazione e la metodica adottata (diretto o biga) costituiscono strumenti di ingegneria alimentare applicata. Il professionista non si limita a “far lievitare” un impasto: progetta il comportamento della materia nel tempo per ottenere un risultato strutturale, aromatico e funzionale coerente con l’identità del prodotto finale.
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-
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-
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Effects of sourdough and enzymes on staling of high-fibre wheat bread.
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DOI: 10.1016/j.lwt.2005.03.013
Focus su digeribilità
1️⃣ Arendt et al., 2007
Impact of sourdough on the texture of bread
Food Microbiology, 24(2), 165–174.
Obiettivo dello studio
Analizzare l’effetto della fermentazione con pasta acida su:
-
Struttura della mollica
-
Texture
-
Retrogradazione dell’amido
-
Shelf life
Punti chiave rilevanti per la digeribilità
-
Acidificazione controllata
-
Riduzione del pH
-
Influenza sulla gelatinizzazione e retrogradazione dell’amido
-
-
Modifica della struttura dell’amido
-
L’acidità rallenta la retrogradazione
-
Migliore ritenzione idrica
-
Maggiore stabilità della mollica
-
-
Interazione glutine–amido
-
La fermentazione acida modifica la matrice proteica
-
Migliore distribuzione dell’amido nella rete glutinica
-
Implicazioni sulla digeribilità
La digeribilità viene influenzata attraverso:
-
Maggiore accessibilità enzimatica all’amido
-
Struttura meno compatta e meno collassata
-
Rilascio glucidico più modulato
In termini tecnici: la fermentazione acida modifica la microstruttura della matrice amido-proteica, influenzando la cinetica digestiva.
2️⃣ Liljeberg & Björck, 1998
Delayed gastric emptying rate may explain improved glycaemia…
European Journal of Clinical Nutrition, 52(5), 368–371.
Obiettivo dello studio
Valutare l’effetto dell’acidità alimentare sulla risposta glicemica post-prandiale.
Punti chiave
-
Riduzione del pH del pasto
-
Rallenta lo svuotamento gastrico
-
-
Risposta glicemica più graduale
-
Minore picco glicemico
-
Migliore controllo dell’assorbimento del glucosio
-
-
Meccanismo fisiologico
-
L’ambiente più acido modifica la velocità di digestione e assorbimento
-
Implicazioni per pane e pizza
Nel pane a pasta acida:
-
Il pH più basso
-
La presenza di acidi organici
possono contribuire a:
-
Rallentare la cinetica digestiva
-
Ridurre la velocità di rilascio del glucosio
Digeribilità non significa “meno calorie”, ma rilascio metabolico più modulato.
3️⃣ Katina et al., 2006
Effects of sourdough and enzymes on staling of high-fibre wheat bread
LWT – Food Science and Technology, 39(5), 479–491.
Obiettivo dello studio
Analizzare l’effetto di:
-
Pasta acida
-
Attività enzimatica
-
Struttura della fibra
su:
-
Raffermamento
-
Retrogradazione
-
Texture
Punti chiave
-
Attività enzimatica prolungata
-
Maggiore degradazione degli amidi
-
Parziale idrolisi delle strutture polisaccaridiche
-
-
Rallentamento della retrogradazione
-
Migliore stabilità della mollica nel tempo
-
-
Interazione enzimi–struttura
-
Maggiore modificazione della matrice strutturale
-
Implicazioni per la digeribilità
-
Amido parzialmente modificato → diversa risposta enzimatica digestiva
-
Maggiore disponibilità enzimatica
-
Riduzione di substrati fermentabili residui
La fermentazione lunga altera la struttura del carboidrato prima della cottura.
Cosa si intende scientificamente per “digeribilità” nel pane e nella pizza fermentati a lungo.
Sulla base dei tre studi, possiamo definirla come:
1️⃣ Modificazione strutturale della matrice
-
Riorganizzazione glutine–amido
-
Maggiore accessibilità agli enzimi digestivi
2️⃣ Riduzione del carico fermentabile residuo
-
Minore presenza di zuccheri rapidamente fermentabili
3️⃣ Modulazione della risposta glicemica
-
Rilascio più lento del glucosio
-
Effetto tampone dell’acidità
4️⃣ Influenza sullo svuotamento gastrico
-
pH più basso → svuotamento rallentato
-
Assorbimento più graduale
Sintesi tecnica finale
La digeribilità in pane e pizza fermentati a lungo si ottiene attraverso:
-
Tempo (maturazione enzimatica)
-
Acidificazione (pasta acida)
-
Modificazione strutturale di amido e proteine
-
Riduzione del carico fermentabile residuo
-
Modulazione della risposta glicemica
È un effetto biochimico strutturale, non una proprietà “percepita”.
Le trasformazioni enzimatiche e microbiche non riguardano solo amido e aromi: in condizioni specifiche, coinvolgono anche la frazione proteica del glutine, rimodellandone il profilo peptidico. Questo tema viene trattato nel Capitolo III
La scienza dietro pane e pizza
Capitolo I – Gliadine e glutenine: i mattoncini essenziali
Capitolo II – Fermentazione in panificazione e pizzeria professionale
Capitolo III – Degradazione del glutine durante fermentazione (pubblicato a parte)
Capitolo IV – Evidenze scientifiche e limiti applicativi (pubblicato a parte)
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