Cibo Non Digerito → Infiammazione Intestinale di Basso Grado → Aumento della Permeabilità Intestinale

by luciano

(articolo correlato n. 3 di Sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e permeabilità intestinale)

Introduzione

La letteratura scientifica più recente suggerisce che la presenza di cibo non completamente digerito nel lume intestinale possa contribuire, in specifici contesti, a processi di infiammazione cronica di basso grado e a un aumento della permeabilità intestinale.
Questa relazione emerge in modo particolare dalla review di Riccio e Rossano (2019), che propone come residui alimentari indigeriti e microbiota intestinale possano cooperare nella patogenesi di condizioni infiammatorie sistemiche, incluse quelle a possibile espressione neurologica. In tale modello, la perdita di integrità della barriera intestinale consente il passaggio di molecole luminali – frammenti di cibo, peptidi, endotossine e componenti microbiche – verso il compartimento interno, favorendo l’attivazione immunitaria.
In questa prospettiva, la digestione non rappresenta soltanto un processo nutrizionale, ma anche un meccanismo di difesa biologica.

Il concetto di “non-self” alimentare
Il cibo, prima di essere completamente digerito, mantiene una identità biologica distinta dall’organismo ospite.
Secondo Riccio e Rossano:
Il cibo integro o parzialmente digerito è biologicamente percepito come “non-self”
Solo dopo la completa scomposizione in molecole semplici (aminoacidi, monosaccaridi, acidi grassi) esso diventa “self”
La barriera intestinale ha quindi il compito cruciale di impedire il passaggio sistemico di materiale ancora strutturalmente complesso.
Quando questo sistema di contenimento si indebolisce, frammenti alimentari parzialmente digeriti possono attraversare l’epitelio e contribuire a:
Infiammazione intestinale
Attivazione immunitaria cronica
Alterazioni del microbiota
Potenziali effetti sistemici

Digestione gastrica come primo livello di protezione
La digestione gastrica costituisce il primo grande filtro contro il carico antigenico alimentare.
1. Frammentazione proteica
L’ambiente acido dello stomaco:
Denatura le proteine
Attiva la pepsina
Produce peptidi più piccoli e gestibili
Quanto più la proteina viene idrolizzata precocemente, tanto minore sarà la quantità di frammenti complessi che raggiungono l’intestino tenue.
Questo è rilevante perché:
Le macromolecole proteiche sono più immunogeniche
I peptidi di grandi dimensioni possono interagire con la mucosa
Un eccesso di residui proteici aumenta il carico digestivo intestinale
2. Supporto alla cascata enzimatica
Una corretta acidità gastrica favorisce l’attivazione efficiente delle proteasi pancreatiche (tripsina, chimotripsina, elastasi, carboxipeptidasi).
Se la digestione gastrica è inefficiente:
L’attività enzimatica a valle risulta ridotta
Aumenta la probabilità di residui proteici non completamente degradati
Lo stomaco agisce quindi come filtro meccanico e chimico che riduce l’esposizione della mucosa intestinale a molecole potenzialmente immunogeniche.

Digestione incompleta e permeabilità intestinale
Quando quantità maggiori di peptidi complessi raggiungono l’intestino:
Aumenta l’interazione con l’epitelio
In presenza di barriera indebolita, cresce la probabilità di traslocazione
Si favorisce l’attivazione immunitaria locale
Nei modelli di “leaky gut”, ciò è associato a:
Alterazione delle tight junctions
Aumento della permeabilità paracellulare
Passaggio di peptidi, endotossine e antigeni
Ne consegue un possibile circolo vizioso:
Digestione inefficiente → maggiore carico antigenico → stress mucosale → permeabilità ↑ → infiammazione ↑

Il caso particolare del glutine
Il glutine rappresenta un esempio ben studiato di proteina alimentare parzialmente digeribile.
Le review di Cenni et al. (2023) e altri studi mostrano che:
Il glutine è ricco di prolina e glutammina
La digestione umana genera peptidi resistenti
Alcuni di questi peptidi possono alterare le tight junctions tramite zonulina
In soggetti predisposti (celiachia, sensibilità al glutine non celiaca):
I peptidi di glutine aumentano la permeabilità intestinale
Facilitano la traslocazione batterica
Attivano risposte immunitarie mucosali
È importante sottolineare che:
L’apparato digerente umano possiede proteasi capaci di degradare molti peptidi del glutine
Tuttavia, alcuni frammenti altamente immunogenici possono persistere
Pertanto, il glutine non è universalmente patologico, ma può diventare clinicamente rilevante in contesti di vulnerabilità.

Perché negli individui “sani” questi meccanismi sono irrilevanti
In condizioni fisiologiche ideali:
Barriera intestinale integra
Microbiota ricco e diversificato
Digestione efficiente
Sistema immunitario tollerante
I residui alimentari vengono eliminati senza conseguenze.
Tuttavia, l’individuo con queste caratteristiche è sempre più raro.

Fattori moderni che riducono la resilienza intestinale (e gli individui “sani” stanno diventando rari).
La medicina moderna riconosce sempre più che la maggior parte delle persone è cronicamente esposta a fattori che riducono la resilienza intestinale e sistemica:
Alimenti ultra-processati → disbiosi e infiammazione
Pesticidi e plastificanti → interferenze endocrine e immunitarie
Stress cronico → ridotta secrezione digestiva, aumento permeabilità
Farmaci comuni (FANS, IPP, antibiotici, dolcificanti artificiali) → danni mucosali e microbici
Inquinanti ambientali e metalli pesanti → alterazioni immunitarie e microbiche
Ritmi circadiani alterati → effetti infiammatori e metabolici
Il carico cumulativo di questi fattori:
Indebolisce la mucosa
Riduce l’efficienza digestiva
Modifica il microbiota
Aumenta la reattività immunitaria

Digestione incompleta oggi “conta di più”
In condizioni ideali, i residui alimentari (inclusi i peptidi del glutine) raggiungono il colon e vengono fermentati, neutralizzati o eliminati ma il carico dei fattori sopra elencati può acquisire rilevanza clinica.

Distinzione cruciale
Questo modello non afferma che:
Il cibo non digerito sia causa diretta di malattia
Il glutine sia intrinsecamente dannoso per tutti
Propone invece un paradigma multifattoriale:
Predisposizione genetica
disbiosi
barriera compromessa
stress ambientali
carico antigenico alimentare
→ perdita di resilienza → infiammazione di basso grado

Sintesi finale
Una digestione efficiente riduce il carico antigenico intestinale
La digestione efficiente da sola non garantisce protezione
La salute intestinale emerge dall’interazione tra digestione, barriera, microbiota e stile di vita
In un organismo moderno, biologicamente meno resiliente, anche processi apparentemente semplici come la digestione incompleta possono assumere significato clinico.

Riferimenti bibliografici essenziali
1. Gluten e permeabilità intestinale
Cenni S. et al. – The Role of Gluten in Gastrointestinal Disorders: A Review. Nutrients, 2023.
Review che analizza il ruolo del glutine nei disturbi gastrointestinali, descrivendo come questa proteina venga solo parzialmente digerita e generi peptidi resistenti alla degradazione enzimatica.
✔️ Riporta che frammenti di glutine possono modulare le tight junctions intestinali (anche tramite zonulina), aumentare la permeabilità e favorire risposte immunitarie, soprattutto in soggetti predisposti.

2. Cibo indigerito e microbiota nella patogenesi infiammatoria
Riccio P., Rossano R. – Undigested Food and Gut Microbiota May Cooperate in the Pathogenesis of Neuroinflammatory Diseases. Nutrients, 2019.
Review che propone un modello in cui residui alimentari indigeriti e disbiosi cooperano nel promuovere permeabilità intestinale e infiammazione cronica di basso grado.
✔️ Sottolinea che una barriera indebolita consente il passaggio di frammenti alimentari, componenti microbiche ed endotossine, con potenziali effetti sistemici.

3. Meccanismi generali di permeabilità intestinale (leaky gut)
Intestinal permeability disturbances: causes, diseases and therapy.
Review clinica sui meccanismi di regolazione della barriera intestinale, con focus su tight junctions (occludine, claudine, ZO-proteins) e sui fattori che ne alterano la funzione.
✔️ Descrive come la disfunzione della barriera favorisca infiammazione locale e sistemica.

4. Celiachia e compromissione della barriera intestinale
Coeliac disease and the intestinal barrier: mechanisms of disruption and strategies for restoration.
Review che analizza come i peptidi del glutine, nei soggetti geneticamente predisposti, attivino risposte immunitarie capaci di danneggiare la barriera intestinale.
✔️ Evidenzia il ruolo della zonulina, delle tight junctions e dell’infiammazione mucosale nella patogenesi.

5. Capacità enzimatiche umane nella digestione del glutine
The human digestive tract has proteases capable of gluten hydrolysis.
Studio sperimentale che mostra come diverse proteasi umane (elastasi, carboxipeptidasi, ecc.) siano in grado di idrolizzare numerosi peptidi del glutine.
✔️ Indica che il sistema digestivo possiede strumenti per degradare il glutine, ma che alcuni frammenti altamente resistenti possono persistere.

6. Microbiota, barriera intestinale e infiammazione
Leaky Gut and the Ingredients That Help Treat It: A Review.
Review che collega composizione del microbiota, produzione di metaboliti (es. SCFA) e funzione barriera.
✔️ Mostra che disbiosi e alterata funzione barriera sono associate a maggiore permeabilità e infiammazione.